Artisti e P2P: un rapporto che scavalca le major

La dialettica label-artisti è stata una costante fondamentale nella storia della musica popolare del secolo scorso. Come non ricordarsi delle imprese dei Sex Pistols che riuscirono a farsi stracciare contratti su contratti da major inorridite dai loro comportamenti, intascando cifre da capogiro da ognuna di esse? E come non citare i contemporanei Clash che, con la loro “Complete Control”, lanciarono uno dei primi atti di accusa contro l’influenza dei manager industriali nelle decisioni artistiche?

Recentemente un terzo incomodo si è, però, intromesso in questo storico rapporto: il mondo del P2P ha creato, più o meno legalmente, un modo di fruire la musica che scavalca la mediazione delle case discografiche.

Non sono di certo mancati gli artisti che sono insorti contro la pirateria. Tra i primi ricordiamo i Metallica e la loro polemica anti Napster; più recentemente è salita alla ribalta Lily Allen.

Ora TorrentFreak fa però emergere un dato, certo non nuovissimo, che sembra cambiare le carte in tavola: le case discografiche sono le sole a pagare la crisi innescata dal P2P, mentre gli artisti hanno visto incrementare le loro entrate, grazie all’aumento dell’affluenza ai concerti.

Dunque nella ghiotta torta del mercato della musica, l’unica fetta piccola è quella delle grandi etichette e il controllo, di cui parlavano i Clash, sta forse tornando in mano alle band e ai fan.

Se questi dati venissero confermati, saremmo di fronte ad un ulteriore indizio dell’obsolescenza delle major, almeno nella loro forma attuale, e del concetto di copyright.

A confermare ciò, in un altro articolo, sempre Torrentfreak svela come le case cinematografiche, al contrario di quelle discografiche, stiano vivendo un periodo d’oro. E, paradossalmente, sono proprio i film più piratati quelli che contemporaneamente hanno più successo.

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Commenti

  1. [1]

    se non ci sarà una partecipazione massiccia da parte dei gruppi e dei singoli cantanti all’opposizione all’influenza delle case discografiche non credo si possa aprire una strada concreta alla libera fruizione di materiale artistico…

  2. [2]

    Gran canzone Complete Control

  3. [3]

    beh… non sapevo dei metallica. Mah… sembra quasi che ci hanno perso e invece…

  4. [4]

    Le case cinematografiche stanno vivendo un periodo d’oro? Ma come? Come beneficiano del pirataggio? E le case discografiche invece non guadagnano con gli introiti dei concerti(più seguiti perchè più conosciuti grazie al web)?

  5. [5]

    @Lascarisi

    Le case discografiche non guadagnano dagli introiti dei concerti. Lì guadagnano le band e gli organizzatori… per questo il senso dell’articolo è “con la pirateria ci perdono solo le major”.
    Diversa è la situazione con Hollywood visto che le multinazionali dello spettacolo prendono la loro quota nella distribuzione al cinema. E se un film gira molto nel web, è molto facile che riempia le sale di spettatori (visto che la fruizione casalinga e quella al cinema non sono paragonabili).

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