La Cina è un paese noto per le sue svariate forme di censura, sebbene fino ad oggi i tracker torrent non erano stati mai censurati dal governo di Pechino.
I principali motori di ricerca per file torrent come ThePirateBay, Mininova, isoHunt, in Cina, sono stati per un breve lasso temporale reindirizzati sul principale meta-motore torrent cinese: Baidu.
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La prestigiosa Università di Duke è scesa in campo per tutelare i propri iscritti dalle continue angherie commesse dalla RIAA.
Come è oramai risaputo, la Recording Industry Association of America, sta inviando migliaia di lettere d’avvertimento ai vari atenei statunitensi per informarli che gli studenti, attraverso i PC ubicati all’interno delle università, continuano a violare il diritto d’autore mediante la condivisione di file di varia natura sfruttando le Reti P2P.
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Le Major americane più volte hanno fatto sapere che non rientra nelle loro intenzioni avviare e gestire il business in Corea del Sud, derivante dalla distribuzione di materiale audio/video tutelato da copyright.
Secondo Warner Bros infatti, commercializzare supporti magnetici (CD, DVD) in un mercato che si “nutre” di peer to peer, sarebbe alquanto azzardato.
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Mentre in Spagna i siti torrent sono stati riconosciuti legali dal tribunale di Madrid, poiché indicizzare il link del file torrent non significa violare il diritto d’autore, in Sud Africa, i siti torrent sono stati accusati di favorire la diffusionedella pirateria digitale.
La vicenda riguarda sia il più noto tracker torrent del Sud Africa, BitFarm.co.za che vanta circa 10000 utenti registrati, che il piccolo sito torrent privato NinjaCentral.
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Un recente sondaggio condotto dal The National Research Institute of Legal Policy, ha consentito di appurare che in Finlandia, i due terzi dei giovani di 15 anni condividono in Rete, materiale protetto da copyright.
Il crimine maggiormente commesso dai giovani finlandesi è legato alla pirateria digitale. Nonostante le continue campagne di sensibilizzazione dell’anti-pirateria, volte a paragonare la pirateria al reato di furto, dilaga la condotta criminale tra i giovani finlandesi.
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Il sito bulgaro TorrentValley smesso di esistere. L’IFPI, cioè la Federazione Internazionale dell’Industria Discografica, ha infatti annunciato la chiusura del tracker torrent.
A differenza del noto The Pirate Bay, TorrentValley era un sito di sola indicizzazione dei file poiché di fatto non ospitava alcun file torrent.
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Circa due mesi fa, un tribunale spagnolo ha sentenziato la legalità dell’indicizzazione del sito Sharemula il che significa che il link ai file torrent presenti nel sito, non corrisponde a violazione del diritto d’autore ed è consentito dalla legge secondo l’autorità giudiziaria spagnola.
Lo scorso mese di Settembre infatti, il tribunale di Madrid ha decretato che non è reato fornire il link a materiale protetto da copyright (non è reato fornire l’indirizzo del file torrent ma è reato effettuarne il download), pertanto, il sito Sharemula.com che offre agli utenti i link diretti di film, musica e quant’altro è legale e gli utenti che vi si connettono non commettono alcuna violazione del diritto d’autore.
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LimeWire, uno dei client P2P più famosi della Rete, è riuscito a resistere alle continue battaglie legali della RIAA. Oltre a Gnucleus, LimeWire, è l’ultimo superstite delle applicazioni che si servono dei circuiti Gnutella.
Tutti gli altri client si sono praticamente estinti. LimeWire ha annunciato la release 5.0 che consentirà ai suoi utilizzatori di impostare le loro condivisioni in maniera strettamente personale (l’utente può decidere se limitare la distribuzione o meno).
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