Molto spesso leggiamo della teoria del “making available”, sostenuta da associazioni ben note al popolo del P2P come la RIAA e la MPAA. Se a volte viene accettata in modo acritico, altre volte se ne discute. Ma una domanda sorge spontanea: perché quando si tratta di P2P l’imputato o il diffidato non solo viene visto come “già condannato” ma anche come un temibile criminale? Inoltre, perché si dovrebbe prescindere dalla prova?
Anche in un caso relativo a fattispecie ben più gravi (come l’omicidio, per esempio) non si potrebbe certo prescindere dalla prova di aver commesso il fatto. Quando si discute di P2P, però, sembra che la gravità della condotta sia tale da suggerire una certa “disinvoltura” nel verificare se realmente la condivisione si sia realizzata o meno.
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Il “Partito Pirata” non è un’associazione attiva solamente in Svezia: esso opera anche negli Stati Uniti e, oltretutto, ha rilasciato uno studio molto interessante, anche se solo in versione preliminare. In esso si criticano le cifre con cui la MPAA quantifica i presunti danni subiti in seguito ai sempre più numerosi fenomeni di pirateria, facilitati dalle reti di P2P.
Secondo la MPAA, come riporta TorrentFreak, i danni ammonterebbero a ben 6 miliardi di dollari. Ma il Partito Pirata non è d’accordo e afferma che tali dati sono praticamente inventati.
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Tag: mpaa, partito pirata, stati uniti
Di norma i siti che diffondono Torrent sono nel mirino di organizzazioni come la RIAA o la MPAA quando vengono illecitamente condivisi brani musicali o film. Ma si stanno diffondendo anche siti che rendono disponibili libri di testo utilizzati nelle università, con particolare riferimento ai college statunitensi. Anche in questo caso, però, sono partite le diffide legali!
Fra i siti in questione abbiamo Textbook Torrents, che per l’appunto rende disponibili collegamenti a file Torrent. I gestori del sito, però, hanno ricevuto un’intimazione da Pearson Education, uno dei più importanti editori internazionali di libri, e hanno quindi eliminato 78 file Torrent.
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Negli Stati Uniti la MPAA ha ottenuto un’importante vittoria: un giovane di 26 anni, Daniel Dove, è stato infatti condannato a ben 10 anni di reclusione. Dove amministrava il sito EliteTorrents.com, chiuso nel 2005 e all’epoca uno dei più visitati siti di Torrent.
Secondo il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, Dove non solo gestiva il sito, ma anche un gruppo di utenti conosciuti come gli “Uploaders”. Essi erano dotati di connessioni veloci a Internet, che venivano utilizzate per condividere materiale protetto da copyright in modo rapido ed efficace. Il condannato gestiva anche un server al quale il suddetto gruppo si collegava per scaricare film, brani musicali e software che venivano poi messi a disposizione degli utenti del sito.
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La contestata legge svedese sulle intercettazioni continua a suscitare polemiche: come avevamo detto, in seguito alla sua emanazione, le forze dell’ordine hanno la possibilità di intercettare tutte le comunicazioni telefoniche e telematiche che oltrepassano i confini del loro paese. Pirate Bay, però, continua a opporsi.
Uno dei gestori del sito ha infatti scritto sul proprio blog che il noto sito di Torrent non intende stare a guardare, ma che reagirà con forza.
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Tag: intercettazioni, pirate bay, svezia
Il celebre romanzo “1984″ di George Orwell sembra realizzarsi in Svezia: il Parlamento ha infatti approvato una legge che, come avevamo anticipato, darà alle forze dell’ordine la possibilità di intercettare tutte le comunicazioni telefoniche e telematiche che oltrepassano i confini svedesi. E ciò senza autorizzazioni da parte dei giudici competenti.
La legge è stata approvata con 143 voti a favore, 138 contrari e 1 astenuto. La nuova legge entrerà in vigore il 1° Gennaio 2009 e da quel momento la privacy dei cittadini svedesi sarà molto probabilmente compromessa.
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Tag: intercettazioni, legge, privacy, svezia
L’idea di un network P2P assolutamente legale anche se a pagamento sembra piacere molto ai giovani inglesi, come risulta da un sondaggio riportato dall’organizzazione britannica British Music Rights. I risulti del sondaggio appaiono molto interessanti:
Oltre il 90% degli intervistati (il campione è compreso fra i 14 e i 24 anni) possiede un lettore MP3 e in media ciascuno contiene quasi 1800 brani musicali, anche se circa la metà è stata scaricata illegalmente mediante i programmi di P2P (utilizzati dal 63% degli intervistati).
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Azureus è uno dei più famosi e utilizzati programmi per scaricare file mediante la rete BitTorrent. Basato su Java, è stato creato nel 2003 e reso disponibile per diverse piattaforme (Windows, Mac OS X, GNU/Linux, ecc.). Il programma è dotato di numerose funzionalità, ma da oltre un anno a esso è stato affiancato Vuze, che è qualcosa in più: una piattaforma di distribuzione di contenuti digitali.
Ora, però, Azureus non è più sviluppato né distribuito e i suoi autori vogliono puntare sul P2P sociale.
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Tag: azureus, client p2p, vuze
Diversi tracker di file Torrent fanno uso di un software chiamato Torrent Trader. Charles Vaughn, un ricercatore laureato alla University of Texas at Arlington, ha tuttavia scoperto una falla di sicurezza che potrebbe mettere a rischio la privacy degli utilizzatori di questo software.
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In questo periodo si parla molto di intercettazioni e questa tematica non riguarda solo l’Italia: in Svezia, per esempio, sta per essere votata una legge che darà alle forze dell’ordine la possibilità di intercettare tutte le comunicazioni telefoniche e telematiche che oltrepassano i confini svedesi. E ciò senza autorizzazioni da parte dei giudici competenti. Ma Pirate Bay protesta con forza.
I gestori del controverso sito di Torrent danno notizia di ciò sul proprio blog e invitano i cittadini svedesi a opporsi al suddetto disegno di legge e a far sentire la propria voce. Anche l’home page del sito, per l’occasione, è cambiata e ospita un messaggio in svedese oltre a un link a un sito dove è ben spiegata la questione. Tale sito è in svedese, ma è presente un bottone per la traduzione automatica in inglese.
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