Author Archives: Piergiorgio Conti

Guida alla creazione di un file torrent

In qualunque modo si cerchi un file da scaricare con BitTorrent, quel che inizialmente otterremo non sarà l’oggetto delle nostre ricerche, bensì un altro, piccolissimo file con estensione.torrent, il quale, una volta letto e interpretato dal nostro client, darà il via allo scaricamento vero e proprio.

Allo stesso modo, se volessimo condividere qualcosa attraverso BitTorrent, la prima operazione da compiere sarebbe quella di creare un file.torrent. Questa guida vi spiegherà come fare. Utilizzeremo uTorrent, perché è il più famoso, il più semplice e il più leggero fra i programmi di questo genere, ma si potrebbero applicare gli stessi principi basilari anche a Azureus/Vuze, Transmission o qualunque altro software atto allo scopo.

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Conferenza a Barcellona su libertà, uguaglianza e P2P

Il CCCB di Barcellona sta organizzando un ciclo di conferenze sul tema della ricerca e dell’innovazione in ambito culturale (abbreviato in I+C+i). Il 31 marzo si è parlato di un tema a noi molto caro, il file sharing.

Al dibattito, denominato forse un po’ pomposamente “Llibertat, igualtat i P2P“, hanno preso parte Michel Bauwens della P2P foundation, Ismael Peña-López di ICTlogy e Olivier Schulbaum di Platoniq, organizzazione che si definisce “un gruppo di produttori culturali, sviluppatori di software e ricercatori sociali”.

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Etichetta olandese distribuisce il proprio catalogo su Mininova

Ecco un modo davvero innovativo per coniugare profitti, visibilità mediatica e file sharing. È quello adottato dall’etichetta discografica olandese Beep! Beep!, che si è accordata con Mininova per consentire il download in formato MP3 del suo intero catalogo, rilasciato con licenza Creative Commons.

In pratica, dal 30 marzo è possibile scaricare i torrent di tutti i dischi finora pubblicati dalla Beep! Beep! in modo del tutto gratuito e legale, visto che sono gli stessi detentori dei diritti a mettere a disposizione le proprie opere. Naturalmente, per chi lo desidera ci sarà sempre la possibilità di comprare l’album su CD: nella pagina dalla quale si può prelevare il file.torrent, infatti, c’è anche un link allo store della Beep! Beep!, ed è persino previsto uno sconto del 20% per chi aiuta nella condivisione dei file.

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L’ultima di Pirate Bay: condivisione su Facebook

Ormai la “Baia dei Pirati” sembra proprio inarrestabile: dopo i feed RSS e la VPN, il team svedese ha escogitato una nuova funzione per gli utenti del sito: la condivisione dei file.torrent su Facebook.

Chiunque visiti la pagina di un torrent ospitato sul tracker di The Pirate Bay potrà trovare il bottone “Share on Facebook“. Premendolo, si verrà reindirizzati su Facebook e il link al file.torrent verrà aggiunto al proprio profilo utente; in tal modo potrà essere visto ed eventualmente scaricato da tutti coloro che visiteranno la nostra pagina. Se la cosa prenderà piede, questa feature potrebbe costituire una specie di “pagina dei torrent preferiti”, o una serie di “consigli per gli acquisti” (o per meglio dire, “per gli scaricamenti”) fornita dagli utenti e per gli utenti.

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BitTorrent anonimo: arriva IPREDator

The Pirate Bay continua a far parlare di sé: a pochi giorni dall’approvazione definitiva della nuova legge in difesa della proprietà intellettuale, nota come IPRED, il tracker svedese si prepara a lanciare la sua personale controffensiva. Si tratta del servizio IPREDator, che promette pressoché totale anonimato nello scaricamento dei file sulla rete BitTorrent.

Fino ad oggi, il metodo più usato per oscurare il proprio indirizzo IP è quello delle VPN, il cui funzionamento potrebbe essere paragonato ad un “proxy crittografato”: ci si connette (a pagamento) ad un server, il quale allo stesso tempo nasconde l’IP assegnatoci dal nostro ISP e cripta i pacchetti scambiati. Ma i provider VPN non vivono al di fuori della legge e, se richiesti, devono comunque fornire i dati dei propri utenti. Tutto ciò non può avvenire con IPREDator, poiché questo servizio assicura di non tenere nessun log delle attività di chi lo usa.

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Vuze 4.2 si integra con i media player (portatili e non)

Non molto tempo fa si era parlato di un sondaggio di Vuze circondato da un alone di “mistero”. Ebbene, nel giro di poche settimane l’enigma è stato sciolto: grazie a Vuze 4.2 è possibile convertire e trasferire file dal PC all’Apple TV, iPhone e iPod, mentre si possono effettuare stream verso Xbox 360 e PS3.

In futuro la lista dei lettori supportati potrebbe aumentare, ma per ora, spiega l’amministratore delegato Gilles BianRosa, il famoso sondaggio ha messo in luce soprattutto la mancanza di supporto per i lettori di casa Apple, e per questo motivo è stata loro data precedenza assoluta.

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“Blank”, il film che debutta su BitTorrent

È ormai cosa risaputa che nelle reti di file sharing si possano scaricare film pochi giorni dopo la loro uscita nelle sale, o in casi estremi persino prima. Quel che rende Blank un caso particolare è il fatto che sia stato lo stesso regista, Rick L. Winters, a rendere il lungometraggio disponibile per il download attraverso numerosi tracker BitTorrent.

Una decisione tanto coraggiosa quanto provocatoria, in aperta polemica con l’establishment di Hollywood. Winters, infatti, è anche proprietario di una casa di produzione indipendente, la Annodam Productions, e si è dichiarato stufo di dover sottostare alle regole stabilite dagli agenti cinematografici e dalle major. A suo parere sono loro, e non i così detti pirati informatici, i veri colpevoli della crisi che sta attanagliando l’industria dell’intrattenimento.

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Gli ABBA contro il filesharing

A quanto pare, gli ABBA non sono grandi sostenitori del P2P… Sull’onda del processo a The Pirate Bay, Björn Ulvaeus, membro del celeberrimo gruppo svedese e autore, in tandem con Bennny Anderson, di tutte le loro canzoni, ha affidato al sito svedese Newsmill la sua opinione sul fenomeno del file sharing.

Opinione che davvero non lascia campo a fraintendimenti: “ladri”, “pigri”, “tirchi”, sono gli epiteti rivolti da Ulvaeus agli imputati del processo e, per estensione, a chiunque scarichi musica illegalmente. Costoro, a suo dire, fingono di non capire che stanno compiendo una rapina, si stanno cioè appropriando del frutto delle idee altrui senza dare nulla in cambio.

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Il 50% dei ragazzi britannici usa il P2P

Un ennesimo studio, stavolta effettuato dalla società britannica GSS, conferma quel che in molti sostengono da tempo: i teenager conoscono il P2P e non si fanno problemi a scaricare materiale illegalmente. L’indagine è stata effettuata su un campione di 800 studenti delle scuole secondarie del Regno Unito e, fra le altre cose, ha portato alla luce il fatto che circa la metà di essi usa abitualmente programmi per il file sharing.

Non solo. I ragazzi hanno anche ammesso di preferire i programmi P2P agli online store come iTunes, dimostrando di avere molto ben chiara la differenza fra lo scaricamento legale (e gratuito) e quello illegale.

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Sono le darknet il futuro del P2P?

Con la parola darknet (usata di solito in riferimento al progetto Freenet) si intende una piccola rete formata da pochi amici fidati che si scambiano materiale totalmente al riparo da “occhi indiscreti”. È un termine nato in informatica negli anni settanta e riportato in auge negli anni duemila, ma a ben vedere può essere applicato anche nella vita di tutti i giorni, allorquando, per esempio, ci incontriamo con i nostri conoscenti più intimi per scambiarci dischi o libri.

Dopo l’uscita di LimeWire 5.1.1, che permette la creazione di una darknet con pochi semplici click, si sta discutendo molto sul futuro e l’utilità di questo tipo di connessioni, specie in rapporto alla guerra al file sharing “tradizionale” che ormai non conosce tregua.

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