Della storia di Isamu Kaneko, il programmatore giapponese che aveva creato il programma di P2P Winny, avevamo già parlato qualche giorno fa.
Oggi ritorniamo sull’argomento con una nuova puntata di questa saga: dopo il giudizio favorevole dell’Alta Corte di Osaka, che ha rovesciato la condanna di primo grado al pagamento di un’ammenda di 1,5 milioni di yen, Isamu Kaneko dovrà presto affrontare la più alta giurisdizione del paese, ovvero la Corte Suprema del Giappone.
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Tag: isamu kaneko, processo, winny
La cantante colombiana Shakira si contraddistingue non solo per i propri video mozzafiato, ma anche per una mentalità che la differenzia dagli altri colleghi artisti. Non a caso, fra i contatti più stretti della cantante figurano personaggi di tutto rispetto quali lo scrittore Gabriel Garcia Marquez. Non c’è da stupirsi, di conseguenza, se l’artista dimostra una certa indipendenza dalla maggioranza degli altri cantanti su questioni quali il filesharing.
Negli ultimi giorni, la cantante ha espresso il proprio parere positivo sulle reti P2P, ricollegandosi ad un dibattito aperto dall’inglese Lily Allen, notoriamente contro al filesharing nonostante debba la sua fama proprio a questo mezzo.
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Tag: filesharing, nelly furtado, shakira
Quanti sono i dati personali che lasciamo in rete, quando scambiamo messaggi tramite mail, social network e client di messaggistica istantanea? Molti, ma ora sarà tutto diverso.
Questo dicono i creatori di Vanish, un software che dovrebbe proteggere la nostra privacy, mettendo una specie di data di scadenza sui nostri testi in rete. Una volta scaduto il termine, il testo diventerebbe indecifrabile.
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Tag: privacy, vanish
Non so se conoscete la storia. Jammie Thomas-Rasset è una signora del Minnesota che si è vista recapitare un’ammenda di 1,92 milioni di dollari per aver condiviso 24 canzoni tramite i circuiti di P2P. Ora la donna ha deciso di fare ricorso, e chiedere che il suo caso sia sottoposto a nuovo processo (PDF).
Il giudice l’aveva trovata colpevole di violazione volontaria e per questo le inflisse una multa tanto salata. Secondo i suoi avvocati, però, ci furono diverse irregolarità e la decisione del giudice è eccessiva.
Dopo aver saputo dell’appello, il portavoce della RIAA, Johnatan Lamy, riferendosi al fatto che la multa milionaria rappresenta l’esito di un secondo processo, ha detto:
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Tag: riaa
L’annuncio era avvenuto due anni fa. Come dire un’eternità per i tempi di Internet. Sempre alla ricerca di visibilità mediatica, gli amministratori di The Pirate Bay annunciavano di stare lavorando su The Video Bay, una declinazione del loro sito di peer-to-peer, dedicato alla visione di film e serie in streaming, come YouTube e Dailymotion. L’industria del cinema e della musica iniziava a tremare.
Due anni dopo, TheVideoBay.org è finalmente in linea. Non aspettatevi molto, perché la versione in rete è rudimentale. Malgrado qualche sforzo lodevole per le tecnologie impiegate (come la diffusione in formati liberi), il design lascia ancora molto a desiderare, così come l’offerta di contenuti per gli internauti.
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Un working paper dell’Harvard Business School demolisce alcuni luoghi comuni secondo i quali il peer-to-peer causerebbe perdite significative alle industrie che producono contenuti. Difficile da sostenere se si considera che, dopo il 2000 (ovvero gli anni che corrispondono allo sviluppo del peer to peer) il numero degli album usciti nel mondo è raddoppiato e la produzione di film è cresciuta del 30%.
Non è il solo argomento debole dei discografici. Gli studiosi di Harvard hanno determinato che un campione di 5.600 consumatori paganti di iTunes ha in media 3.500 canzoni scaricate, ma ha ascoltato solo il 36% dei pezzi. Diventa quindi difficile sostenere che chi ha scaricato 10.000 pezzi ha evitato di pagare 10.000 canzoni, perché buona parte di quanto si scarica non viene poi ascoltato.
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Tag: file sharing, pirateria
“It’s not me, it’s not you”, è il nuovo album (molto atteso) di Lily Allen. Sarebbe dovuto uscire ufficialmente oggi, 9 febbraio. Eppure si scambia da più di una settimana sulle reti P2P, tra cui BitTorrent.
Evidentemente non si tratta della prima (e non sarà nemmeno l’ultima) a subire una fuga di questo genere. Metallica, ACDC, Coldplay, Madonna (e molti altri ancora), si sono trovati in una situazione simile.
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Per la televisione norvegese NRK il peer to peer è soprattutto uno modo per raggiungere persone con i loro contenuti, senza dover investire praticamente nulla n termini di server o di banda disponibile.
Così ha deciso di fare un esperimento: ha reso disponibile una delle sue più popolari serie televisive attraverso BitTorrent – un po’ come se la Rai avesse deciso di condividere Montalbano.
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L’organizzazione antipirateria olandese BREIN ha ottenuto la chiusura di un numero record (ben 75) di trackers BitTorrent destinati agli internauti olandesi. Complessivamente i tracker contavano più di un milione di utenti.
I nomi dei siti chiusi, Allmypower.org, Luckytorrents, Allmymovies, Digi-tor.org e Seederstor.org, non diranno molto agli utenti italiani. Secondo BREIN facevano parte di un’organizzazione pirata comune, e prevede di denunciarli alle autorità fiscali del paese, perché questi tracker ricevevano doni degli utilizzatori, probabilmente non dichiarati, o percepiti al di fuori delle regole fiscali olandesi. Tutti i siti erano ospitati dallo stesso operatore, Amen, che ha già collaborato con la BREIN in passato.
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