Francia: riparte la discussione su una nuova legge Hadopi

Il Senato francese sta discutendo un nuovo testo di legge, che riprende quello della tanto discussa legge Hadopi. Lo stesso Sarkozy, con tutti i mezzi possibili, aveva cercato di portare avanti la legge, poi però abolita all’ultimo momento a causa delle note del Consiglio Costituzionale, che aveva considerata il testo non abbastanza equo.

Il nuovo testo ha fondamentalmente gli stessi obiettivi di quello precedente, con la rivisitazione dei punti che erano stati indicati come problematici dal Consiglio Costituzionale. Il fine ultimo rimane sempre il medesimo: togliere Internet a chi scarica illegalmente file dalla rete.

Il vecchio testo, infatti, non prevedeva un processo attraverso il quale il cittadino avrebbe potuto difendersi: la disconnessione dalla rete sarebbe avvenuta in modo quasi automatico, senza possibilità di replica.

È proprio questo il punto che viene rivisto con la nuova eventuale legge. Il caso sarà segnalato a un giudice, che potrà decidere quale pena assegnare all’imputato (una sanzione pecunaria o un periodo fino a due anni di reclusione). Le indagini, comunque, saranno interamente svolte dallo “Haute autorité pour la diffusion des ouvres et la protection des droits sur Internet”. Il giudice avrà l’esclusivo compito di applicare la sanzione.

Chi, durante il periodo di disconnessione forzata, provi a sottoscrivere un contratto per l’abbonamento a un altro servizio per la connessione ad Internet, sarà sottoposto a una procedura che prevede la pena per non aver rispettato un obbligo regolato dal codice penale.

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Commenti

  1. [1]

    Scusate ma la parità tra accusa e difesa in che fase delle indagini o del giudizio dovrebbe arrivare?

  2. [2]

    Su repubblica pero’ aggiungono e fanno un ulteriore e sensata analisi,ossia:
    “È sempre possibile,che la Corte Costituzionale, chiamata di nuovo a pronunciarsi, bocci alcuni aspetti dell’Hadopi. Anche se così fosse, però, le altre pene (super multa e fino a un anno di carcere) sarebbero sufficienti come deterrente. Il punto però è un altro: resta da vedere la reale efficacia dell’Hadopi, dal momento che tutto dovrà passare da indagini e processi. È impensabile che i tribunali vengano sommersi da cause contro utenti peer to peer (problema che la prima Hadopi pensava di aggirare appunto con un’Autorità dai super poteri).

    È possibile quindi che si farà come già avviene ora in Italia: cause contro gli utenti che più creano problemi al diritto d’autore, cioè quelli che hanno un proprio server peer to peer o che condividono una grande quantità di album (magari “pre-release”, cioè prima che escano nei negozi). Si è già visto come questa strategia, adottata in Italia da anni, riesca solo, forse, a rallentare la crescita del peer to peer; non a fermarlo. Improbabile che la Francia abbia migliore fortuna, a meno che non decida di dedicare risorse extra per combattere gli utenti peer to peer.”

  3. [3]

    Secondo me, anche questo secondo tentativo sarà infruttuoso. Concordo col parere che mi precede, ossia che mi sembra improbabile che un giudice voglia accollarsi una mrea di processi relativi alla violazione del diritto d’autore via internet.
    Poi c’è sempre la questione che spiare le connessioni degli utenti costituisce violazione della provacy.

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