Il vero impatto del P2P secondo uno studio canadese

Uno studio (PDF) dell’industria canadese lo spiega chiaramente.

“La nostra analisi della popolazione canadese che pratica il peer to peer fa pensare che esiste una forte relazione positiva tra il P2P e l’acquisto dei CD“.

Come affermano gli stessi ricercatori dell’Università di Londra che hanno preparato questo lavoro, “gli studi econometrici esistenti (…) danno a pensare che la condivisione di file tenda a far diminuire le vendite musicali”, mentre loro arrivano “alla conclusione opposta, ovvero che il peer to peer tende piuttosto a far aumentare le vendite musicali”.

“Per ciò che riguarda i canadesi che si dedicano al P2P, i nostri risultati indicano che per ogni dozzina di pezzi scaricati, le vendite musicali aumentano di 0,44 dischi. In altre parole, scaricare l’equivalente di circa un disco fa aumentare le vendite di circa la metà di un disco”.

Circa la metà dei download avverrebbero perché gli utenti vogliono ascoltare un disco prima di comprarlo, o perché non vogliono acquistare tutti i pezzi dell’album in questione. Un altro quarto verrebbe scaricato perché il materiale non si trovava in alcun negozio di dischi.

E qual è l’effetto del P2P al di là della musica?

“Degli elementi ci indicano che le vendite di altre forme di divertimento, come i biglietti di cinema e concerti, così come i giochi video, hanno la tendenza ad aumentare così come accade alle vendite di brani musicali”

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Commenti

  1. [1]

    Non ci credo, ci sono arrivati finalmente!!!

    Ok, è illegale, ma è tutta pubblicità gratuita, alla fine si scopre che le major ci guadagnano dal p2p di file musicali XD

    HAHAHA, mi viene proprio da ridere.

  2. [2]

    E’ tutta una scusa…. i dirigenti delle case discografiche devono in qualche modo giustificare la loro ignoranza, la loro incapacità di adattarsi alle nuove tecnologie e la loro totale mancanza di “tatto” nella musica.

    Per loro contano solo i grafici (“vanno suuuuuuuuuu, no vanno giuuuuuuuuuuuuuu”)

  3. [3]

    Pippo ti quoto alla stragrande.
    Arriverà mai un giorno in cui qualche giovane si metterà a capo di una di queste major cominciando finalmente a far capire qualcosa al mondo?
    Ne dubito fortemente…

  4. [4]

    Ragazzi, è impossibile che le major arrivino a capire queste semplici verità note a tutti.
    Perché capire significherebbe ammettere la loro incapacità di adattarsi al mercato e soprattutto ammettere che la crisi del mercato discografico dipende solo ed esclusivamente dai prezzi assolutamente irreali e sproporzionati dei cd musicali.
    Io una volta compravo dai 2 ai 4 cd al mese. mentre ora se ne compro uno ogni 4 mesi è già tanto. E questo già da prima che avessi anche solo la semplice possibilità di scaricare musica via P2P. E non dipende dalla sola capacità d’acquisto, ma anche dalla brutta sensazione di essere derubati…

  5. [5]

    Sensazione? Io mi sento derubato quando compro cd originali.
    Soprattutto sapendo che all’artista, dei miei soldi, andrà poco e niente.

  6. [6]

    Chi scarica decine e decine di film o videogiochi o canzoni….non è mica vero che li avrebbe acquistati tutti, se non ci fose stata l’opportunità di averli gratis con il p2p! E quanti stipendi ci vorrebbero ?? E chi paga poi luce, acqua , gas, mangiare, vestire, auto, ecc…. ???
    Non basterebbero 5-6 stipendi….
    Si scarica perchè è gratis, punto e basta…se si dovesse pagare, si farebbe come una volta : attendi che il film esca in TV, che il brano musicale lo diano alla radio, e acquisti un videogioco al mese, per poi rivenderlo al mercatino dell’usato….e soprattutto si starebbe un po’ più all’aperto, magari a giocare a nascondino (per i ragazzini, ovviamente…i più grandicelli potrebbero ad esempio giocare a carte…o perchè no ?? andare un po’ di più a donne…).
    E’ falsa l’equazione: file scaricati = mancati guadagni

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