Sequestro di Linkstreaming: parla uno dei gestori

Al sequestro di Linkstreaming da parte della Guardia di Finanza di Cagliari sono susseguite numerose reazioni sul web. In particolare, la fanpage Facebook dedicata al portale ha visto triplicare le richieste di informazioni da parte di tutti gli utenti rimasti orfani del servizio. Di poche ore fa, alcune dichiarazioni di uno dei gestori del sito, apparse su una pagina di redirect dalla homepage di Linkstreaming.

Fino a ieri sera Linkstreaming è rimasto irraggiungibile per gran parte degli utenti italiani. E in rete si sono moltiplicate le più svariate ipotesi: la più gettonata imputerebbe una grave responsabilità ai gestori, i quali non si sarebbero limitati a fornire link ma avrebbero attivamente partecipato all’upload di film e telefilm. Da poche ore, tuttavia, la homepage rimanda al sito Nata100, un blog costruito da uno dei gestori di Linkstreaming dove viene dichiarata l’imminente riapertura del portale:

Voglio ricordare che il sito linkstreaming.com ha server esteri , in svezia precisamente . Un grande co****ne ha dato le password del sito alla finanza quindi il problema mi sembra visibile a tutti. Il sito ritornera presto online per tutti i film o seritv se posso aggiorno questo blog

Voglio precisare ancora una volta che io non mollo, possono mollare le persone che mi aiutano ma io nata100 non mollo /////// quindi essendo in italia paese di m***a ,puo anche essere che tra un po finisca in carcere , ma come ben sanno mi fanno solo un favore appena esco saro piu forte di prima.

Ricordade LinkStreaming.com /// stop gli altri sanno solo copiare i link

Leggendo questo messaggio, ci si chiede come sia stato possibile bypassare i sigilli della Guardia di Finanza, così come il blocco via DNS, e implementare un redirect al blog del gestore. Si tratta, infatti, di un’azione inusuale, dato che solitamente le autorità prendono pieno controllo dei siti sequestrati impedendo ai proprietari di attuare ulteriori modifiche.

Dubbi sulla gestione del sequestro a parte, non ci resta che attendere i futuri sviluppi della vicenda per verificare se, come affermato, Linkstreaming potrà davvero tornare attivo.

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Commenti

  1. [1]

    se l’italia è un paese di m***a, come mai ci vivi ancora?
    per il semplice motivo che se ti sbattono dentro, 4 anni sono pochi.. se vivessi in svezia, abbracciato ai tuoi server, ci rimarresti a vita..

    dopo un messaggio cosi, spero ti ci sbattano e x un bel pò!

  2. [2]

    Avete sbagliato il link LinkStreaming.com e non linkstreaming.com, sono differenti siti, il primo ha il rendirect al blog di nata il secondo risulta irraggiungibile

  3. [3]

    per questo genere di siti sarebbe auspicabile usare Osiris sps che essendo anonimo e distribuito via p2p renderebbe la vita dei gestori molto più serena :)

  4. [4]

    “Ricordade LinkStreaming.com /// stop gli altri sanno solo copiare i link”

    da notare come lui non ritiene di copiare nulla! fa il suo successo sul lavoro degli altri! direi che un parassita così può benissimo andarsene dall’Italia.

  5. [5]

    @valkiro

    Gli url sul web non sono mai case sensitive, quindi scrivere http://www.LinkStreaming.com o http://www.linkstreaming.com è esattamente la stessa cosa.

  6. [6]

    LinkStreaming.com (senza www) reindirizza al blog quello che hai messo tu no, hai provato? Io si ed è per questo che l’ho segnalato

  7. [7]

    LinkStreaming.com (senza www) reindirizza al blog di nata, quelli messi da voi no, portano ad una pagina che dice errore di connessione? Avete provato almeno? Io si senno non avrei segnalato la cosa

  8. [8]

    È ovvio che abbiam provato, infatti l’unico link dell’articolo (Da poche ore, tuttavia, la homepage rimanda…) porta a http://www.linkstreaming.com che, correttamente, fa redirect sul blog del gestore. Saranno problemi della tua connessione. Ripeto, gli url nel browser non sono mai case sensitive.

  9. [9]

    Svelato l’arcano! Dopo aver provato a collegarmi a qualsiasi url (www.linkstreaming.com, linkstreaming.com, LinkStreaming.com e via dicendo), e riuscendo sempre a fare il redirect, ho chiesto ai miei contatti di far lo stesso. Alcuni operatori (es: ngi) fanno normalmente redirect, altri (es: libero) non si collegano proprio. La risposta è quindi semplice: i nostri link non sono errati (sono tutti equivalenti, il dominio è lo stesso) ma, a quanto pare, pian piano sta ritornando in essere il blocco messo in atto ieri. È molto probabile che a breve tutti gli utenti non avranno accesso alla pagina. Non vi è quindi una differenza tra http://www.linkstreaming.com, LinkStreaming.com o linkstreaming.com, alcuni sono raggiungibili altri no perché si vede non tutti gli operatori hanno aggiornato i blocchi via DNS.

  10. [10]

    So che non c’è differenza ma io comunque la notavo e la cosa mi pareva molto strana e non me la riuscivo a spiegare

  11. [11]

    Non ha baypassato nulla, ha solo reindirizzato il dominio in un altro server.

    Il blocco della guardia di finanza si elude in 1 secondo.. ma ora avrà sicuramente delle accuse e pene superiori!

    Tanto, chiuso uno, aperto un altro… chiusi tutti.. saranno cosi inutili perchè si sarà gia trovata una soluzione alternativa a questi.

    Alla fine tutti useranno una VPN.. cosi bypasseranno ogni blocco imposto dal provider.

  12. [12]

    ragazzuoli…

    ma basta guardare sul registro del WHOIS

    Linkstreaming IP:
    209.249.222.18
    Linkstreaming server location:
    Oak Brook in United States
    Linkstreaming ISP:
    ABOVENET COMMUNICATIONS

    mentre prima era hostato su server di NEUSTAR in VIrginia:

    quando mai sarebbe stato su server svedesi?

    ora, poiché il dominio è lo stesso, quello che può essere accaduto (conforta in questa ipotesi le dichiarazioni di nata100 sul blog linkato) è che si siano fatti dare le password e cancellato i nameserver nel pannello di controllo del dominio(o uno degli amministratori abbia volontariamente eliminato i nameserver di neustar dal pannello di controllo del dominio)

    ci sono due casi in cui vedreste la pagina di errore:

    - DNS del vostro provider non ancora aggiornati
    - Blocco IP (ma non è questo il caso)

    non fantasticate su “aggiramenti dei sigilli della guardia di finanza”

    attualmente non vedo alcun blocco, ma per caso qualcuno ieri vedeva il solito loghetto fatto con word al posto della homepage del sito? perché così si sequestrano i siti, non in altri modi

  13. [13]

    @Albrechtsberger

    Si, per qualche tempo il logo della GdF è stato visualizzabile, per poi scomparire dopo poche ore, sostituito dal classico pagina non raggiungibile (downloadblog ne ha conservato uno screenshot qui http://static.blogo.it/downloadblog/Linkstreaming_com.jpg).
    Per quanto riguarda il “bypass”, probabilmente non ho scelto il miglior termine a riguardo, ma intendevo, proprio come sottolineato di qualcuno, il superare le decisioni delle autorità mettendo un nuovo redirect. Non è una questione squisitamente tecnica, ma “morale”, di certo introdurre un redirect a un messaggio del genere non agevolerà la posizione dei gestori di fronte alle autorità.

  14. [14]

    La faccenda è oscura assai

    prima domanda: l’amministratore (uno degli) continua a ripetere che il sito era su server svedesi (ma dal whois risultava che erano americani)

    da quando in qua si possono sequestrare server di altre nazioni?

    nata100 ha detto che qualcuno aveva rivelato la password d’accesso (a chi? alle forze dell’ordine, spero, visto che le associazioni non hanno alcun titolo per richiederla), certo, con la password d’accesso potrebbero aver messo quell’avviso (ma che razza di procedura è?). vuoi vedere che poi non hanno cambiato la password?

    se non l’avessero cambiata, allora uno degli amministratori avrebbe potuto riaccedere al server e disassociare i nomiserver attuali del vecchio hoster per inserire, nel pannello di controllo del dominio, quelli nuovi di ABOVENET COMMUNICATIONS e far così tornare online il sito (beh, il blog per ora a cui reindirizza)

    - seconda domanda- ma se ha potuto/ è riuscito a fare ciò, perché non ha ripristinato il sito? forse gliene è mancato il tempo. Non conoscevo linkstreaming ma posso supporre che si appoggiasse ad un database mysql e per ripristinare un dump ci voglia tempo, posto che lo si abbia

    si sono infine letti i nomi dei presunti amministratori, tra cui due persone anziane… Non è forse possibile che fossero semplicemente titolari dell’abbonamento utilizzato dal figlio/nipote? Ci vorrebbe un po’ di rispetto e prudenza in più da parte della stampa e i figli non dovrebbero far andar di mezzo i genitori

    questa vicenda è oscura…

    e la questione è tecnica: se si vuole impedire che un sito sia raggiungibile bisogna fare le cose per bene, ma qualcuno deve ancora spiegarmi come si possa sequestrare un server estero, visto che si trova sotto l’autorità di altre nazioni. Questa cosa, se non viene chiarita… può facilmente suscitare le ire del paese ospitante il server su cui è stato caricato l’avviso. A meno che il provide non abbia collaborato, ma perché avrebbe dovuto obbedire a giurisdizioni altrui? solo il tribunale di quel paese glielo poteva ordinare

    se non ha collaborato e qualcuno (impaurito?) ha fornito la password e un agente (si spera che sia stato un agente) hacaricato il solito loghetto del sequestro… ma resta ancora da capire se si possono fare così i sequestri di server esteri

    come vedete la faccenda è ingarbugliata e i fatti per nulla chiari

  15. [15]

    Si sicuramente ci sono degli aspetti dubbi sulla gestione dell’intera vicenda, non posso che essere d’accordo con le tue obiezioni. Non saprei dire, al momento, come ci si debba comportare in caso di server esteri, ma ho come il presentimento che la legge italiana abbia poco valore al di fuori dei confini nazionali, suppongo venga applicata la normativa del paese ospitante. Difficile dire cosa sia avvenuto realmente, una cattiva gestione da parte della GdF? In realtà, qualche dubbio già l’aveva sollevato la motivazione del GIP, dato che si parlava di download di materiale protetto quando il sito, invece, forniva risorse in streaming.
    Detto questo, personalmente non mi sarei mai azzardato a modificare un’azione della GdF, seppur incompleta o non tecnicamente corretta, questo potrebbe sollevare le ire delle autorità e peggiorare la posizione degli indagati. Vero anche che, a quanto pare, una volta effettuato il sequestro deve essere occorsa qualche mancanza (es, come dicevi, mancato cambio delle password) di troppo.

  16. [16]

    Quel che dico io è:
    Non doveva esser la polizia postale a sequestrare il sito?
    Cioè non doveva avere un logo tipo questo? http://www.antoninomonteleone.it/image/sequestro_monteleone.jpg

    Per il resto concordo pienamente (del resto) con i commenti che ha fatto Albrechtsberger… troppi punti oscuri.

  17. [17]

    ad ogni modo, la polizia per oscurare un sito non ha bisogno di sequestrare i server,ma può ordinare ai provider di non connettere più i propri utenti ad essi. Come è successo per The Pirate Bay… ovviamente si tratta di una misura che salta non appena si usino servizi proxy.

    Se ho ricostruito bene, il problema è che qualcuno ha dato la password alla guardia di finanza. Quindi il servizio non tornerà attivo finché nn sarà spostato su altri server. Sempre che tutto quello che dice nata100 sia affidabile.

    Rispetto alle sue posizioni “critiche” sono a mio parere legittime (al di là se condivisibili o meno), anche se collegate ad azioni penalmente rilevanti. Soltanto che forse gli converrebbe apparire più equilibrato nei suoi post, non solo per non peggiorare la sua pessima situazione legale, ma anche per riuscire a raccogliere maggior consenso nella rete.

  18. [18]

    Anche avendo la password… vi risulta che la polizia italiana possa intervenire direttamente su server esteri?

    no perché seguendo questo principio io ti do la password del sito di Gheddafi, hostato in terra libica, e tu gli disassoci i nameserver rendendolo irraggiungibile. Ma che procedura sarebbe? Il diritto internazionale dove finisce? Non sarebbe molto diverso da un attacco cracker o di defacement di un sito

    Hai la password? embe? TECNICAMENTE potresti accedere al sito e far quello che ti pare, ma LEGALMENTE dubito che possa essere così

    ieri e l’altroieri linkstreaming.com era hostato da neustar, in Virginia, poi da ABOVENET COMMUNICATIONS e presenta attualmente un redirect a http://www.nata100.net, anche questo cambiamento è misterioso (forse per eludere un preventivato blocco su IP?)

    sempre sperando che tutta questa operazione sia stata effettuata da forze dell’ordine, ben conoscendo la tendenza all’abuso d’autorità di certe associazioni audiovisive

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