Nuove regole anti P2P anche in Spagna, dove il governo ha presentato una proposta di legge che permetterà alle autorità di richiedere agli ISP i dati sugli utenti sospettati di praticare filesharing illegale.
Nonostante i toni enfatici ed eccessivi di alcuni allarmi, però, non si tratta della temuta dottrina Sarkozy.
Il monitoraggio, infatti, resterà compito delle autorità giudiziarie e non si prevede la creazione di organismi legalmente discutibili che possano bypassarne il normale iter.
Il governo ha anche assicurato di non avere nessuna intenzione di procedere con leggi che permettano la disconnessione definitiva degli utenti colti in flagrante. La “dottrina Zapatero” sembra piuttosto mirare a combattere i siti che offrono mezzi atti al filesharing illegale.
A rischiare, sono dunque tutte le pagine Web che ospitano link a file torrent, che fino ad ora erano protette dalla legge spagnola.
Desta, comunque, molta preoccupazione e tristezza una decisione che, di fatto, darà il permesso alle autorità giudiziarie spagnole di violare parte della privacy dei cittadini. Sembra che anche per il governo spagnolo la proprietà intellettuale sia più importante del diritto del comune cittadino a non essere spiato.
Se vuoi aggiornamenti su Spagna: in arrivo la dottrina Zapatero sul P2P inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
Il P2P è sempre stato un campo molto difficile dove discernere tra cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.
Di certo non si può essere sicuri che le leggi alla fine servano a qualcosa per il semplice fatto che non è la tecnologia in sé che andrebbe regolamentata, bensì il concetto stesso di pirateria.
Se tutti usassero il P2P in maniera “sana” non ci sarebbe bisogno delle leggi. Per cui, come si è sempre fatto, chi vuole commettere il crimine di pirateria sarà sempre un passo avanti alle leggi e troverà il sistema per aggirarle, oppure si doterà di nuovi strumenti.
C’è troppo interesse “disinteressato” perché questo giro si fermi.
Carlo
di Carlo Alberto Hung - 3 dicembre 2009 - 19:13
Il problema a mio parere sta nel porre le domande: ma la “proprietà intellettuale” è un’istituzione legale ancora al passo coi tempi? Davvero ascoltare una canzone od un album senza pagare il “legittimo” compenso equivale a rubare, in un maniera equiparabile al “taccheggio” in un supermarket?
Insomma le leggi, al giorno d’oggi,rispecchiano la società civile? E se così non fosse, su cosa si dovrebbe agire: sui costumi “illegali” o sulle leggi “obsolete”? O forse è possibile una via di mezzo?
di Guido Grassadonio - 3 dicembre 2009 - 23:16
Perché se si tratta di Sarkozy, tutti a insultarlo, se invece si tratta si Zapatero, il discorso cade sul teorico?
qui mi sembra che ci sia poca oggettività (parlo dei commenti).
e nessuno che elogia Berlusconi per non aver ancora introdotto una legge simile…
Mi pare di capire che la posizione di molti utenti sia molto di parte e certi argomenti vengono usati solo come mezzi d’insulto a persone non gradite.
La condivisione e il download si materiale coperto da copyright è illegale da anni! e l’unica cosa che vedo contestare (a parte i due utenti qua sopra) è il sistema di controllo, non la legge! Si guarda il dito che punta la luna al posto della luna.
di Giacomo - 5 dicembre 2009 - 20:56
Sono in fondo d’accordo con il commento di Giacomo… certamente non dobbiamo restare accecati da eventuali simpatie politiche. Credo che la legge sul copyright vada rivista in tutta Europa e che non ci siano governi che abbiano agito meglio di altri…
Ci sono però governi che hanno agito “peggio”. La dottrina Sarkozy, a mio parere, non soltanto resta ancorata ad un’idea obsoleta di proprietà intellettuale e prevede la violazione sistematica della privacy degli utenti: prevede condanne senza passare per il consueto iter giudiziario. La legge proposta dal governo spagnolo a questo non arriva… e non è poco.
Detto questo, ben vengano le critiche a Zapatero.
di Guido Grassadonio - 5 dicembre 2009 - 21:30