L’epopea di The Pirate Bay è lunga e paradossale. È praticamente impossibile riuscire a ricostruire l’intera storia di attacchi, critiche, processi, shut down e colpi di scena: impossibile misurare gli sforzi fatti per chiudere il portale e quelli fatti per difenderlo o riattivarlo quando, come spesso è successo, il sito è stato messo off line.
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Tag: antipirateria, the pirate bay
Lo scorso primo aprile, mai data fu più appropriata, la legge IPRED ha compiuto un anno di vita e è stata celebrata ironicamente da TorrentFreak come la migliore legge anti-pirateria di tutti i tempi.
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Tag: antipirateria, ipred, svezia
La Warner Bros ha avuto senz’altro un’idea originale: pagare dei giovani studenti universitari per “spiare” le attività pirata in rete. La grande multinazionale americana dello spettacolo non baderà a spese, offrendo una cifra pari a 17.500 sterline (pari a circa 19.500 euro) per un anno di lavoro.
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Niente da fare. I tanto temuti strumenti DRM non stanno funzionando. Recente è la notizia che Ubisoft abbia implementato nei suoi videogiochi delle nuove limitazioni: i programmi, per funzionare, necessiteranno di una continua connessione Internet; in questo modo l’azienda spera di impedire la circolazione di copie pirata.
Il meccanismo è stato però bypassato in pochissime ore, con il risultato che, fin da subito, è stato possibile scaricare via P2P titoli come Assassin’s Creed II e Silent Hunter 5.
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Tag: antipirateria, drm, ubisoft
Pirati tremate: una nuova minaccia alla vostra segretezza e sicurezza è in arrivo dall’Irlanda. Il Centre for Cybercrime Investigation (CCI) dell’Università di Dublino ha da poco annunciato di aver sviluppato un software in grado di monitorare gli IP di chi condivide illegalmente file protetti da copyright. E fin qui, direte voi, nessuna novità. Uno dei ricercatori ha però vantato il proprio prodotto come tecnicamente il migliore sulla piazza.
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Molti di voi se ne saranno accorti già da un po’ di giorni: in Italia The Pirate Bay è stato oscurato. Avevamo già dato risalto alla decisione del Tribunale di Bergamo di imporre agli ISP nostrani questa censura e vi avevamo avvisato che probabilmente tutto ciò sarebbe avvenuto a breve.
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Un utente danese di The Pirate Bay sta probabilmente vivendo questi momenti come la materializzazione di un incubo. Il suo IP è stato di recente monitorato da Antipiratengruppen, che non è un reparto speciale delle S.S. versione Sturmtruppen di Bonvi, ma un gruppo anti-pirateria che, grazie alla collaborazione del provider, è arrivata a scoprire la sua identità.
Il pirata si ritrova ora con gli hard disk sotto controllo e con gli avvocati dell’associazione che già lo additano come “pesce grosso”. Che lo sia, in realtà, non ci sono al momento prove dato che il monitoraggio che lo ha interessato parla dell’upload di 4 film. Ad ogni modo, l’antipirateria ha un bisogno matto di sensazionalismo per coprire l’evidente scarsità di risultati, quindi i proclami non paiono, in questo senso, fuori luogo.
Secondo TorrentFreak, però, dietro questa definizione ci sta piuttosto la decisione delle corti danesi di non accettare il monitoraggio dell’IP come prova sufficiente per constatare un reato di pirateria.
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Il P2P sarà anche un danno economico inferto all’industria dello spettacolo, ma molto spesso risulta piuttosto un terreno scivoloso dove fare affari truffando o estorcendo soldi ai poveri utenti. Gli spammer di tutto il mondo ne sono ben consapevoli, ma questa cattiva abitudine ha contagiato spesso gli stessi settori dell’antipirateria.
In Georgia (USA), un giovane analista della sicurezza delle reti nella locale Università ha scoperto l’illecito filesharing di una studentessa. È il suo lavoro, dato che era pagato proprio per monitorare che non ci fossero infrazioni del copyright tramite la rete universitaria, ma evidentemente egli ha pensato bene di fare a modo proprio.
Invece di segnalare l’IP colpevole alle autorità, ha contattato la giovane ragazza, proponendo uno scambio “equo”: soldi in cambio del silenzio.
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L’Assemblea Nazionale francese ha approvato, il 2 aprile, la nuova legge sul download illegale. La decisione è stata presa all’unanimità da tutti i partiti.
La nuova normativa prevede sanzioni pesanti per i trasgressori: sospensione della connessione fino a un anno, per chi scarica illegalmente film e canzoni, previo avviso recapitato via mail o raccomandata.
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Nel mare di file condivisibili su Internet, sembravano quelli più innocui dal punto di vista della violazione di diritti: invece, anche i file di sottotitoli sembrano essere decisamente sgraditi alle associazioni anti-pirateria.
In particolare, alcune associazioni cinematografiche stanno provvedendo a far chiudere (tramite pronunce giudiziali) alcuni siti “specializzati” nella distribuzione di sottotitoli per film e serie TV americane.
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