Un anno fa avevamo parlato del caso Comcast, un provider americano condannato dalla FCC (“Federal Communications Commission”), una sorta di garante delle comunicazioni, per aver posto deliberatamente filtri molto aggressivi contro l’uso del P2P in tutte le sue forme.
La condanna a suo tempo, aveva fatto felici gli utenti e soprattutto tutti coloro che pensavano che la rete deve essere neutrale.
Purtroppo, a distanza di un anno, una tegola pesantissima si abbatte sulla FCC che viene accusata da una Corte di Appello di aver abusato nel condannare Comcast.
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Il provider statunitense Comcast, che lo scorso anno si era “distinto” per alcune illecite intrusioni nella privacy dei suoi utenti al fine di arginare il fenomeno del P2P, sembra aver trovato la strada della redenzione.
Nel 2008, Comcast aveva provveduto ad interrompere o rallentare la connessione degli utenti che facevano uso di applicazioni P2P, ma, raggiunta da un avvertimento delle autorità che la costringeva ad interrompere tali interferenze sull’attività online dei propri clienti, la società si era successivamente detta intenzionata a “cambiare rotta” nella sua politica riguardo al P2P.
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Pando Networks, in collaborazione con l’università di Yale e i provider Viacom e Comcast, da diverso tempo sta sperimentando un nuovo protocollo di sharing in grado di sfruttare meno banda e ottenere velocità maggiori di trasferimento.
Il sistema P4P, futuro successore del P2P, gestisce in modo intelligente gli scambi fra gli utenti: favorisce lo scambio fra utenti spazialmente vicini e separati da minori hop e organizza i trasferimenti unicamente fra utenti dello stesso operatore.
Da pochi giorni sono finalmente disponibili i primi risultati della sperimentazione che Pando Networks ha condotto durante la scorsa estate. I test sono stati condotti su rete Comcast avvalendosi di server iTracker: un file video di 21 Mb è stato scambiato con una velocità del 57% maggiore rispetto al protocollo P2P, con picchi dell’85%.
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È di questi giorni l’annuncio da parte di Comcast, provider statunitense, di due nuove opzioni disponibili tra le sue connessioni a banda larga.
I nomi sono decisamente aggressivi esattamente come le velocità teoriche di punta e di conseguenza i prezzi decisamente non alla portata di tutti. Per quanto riguarda l’utenza casalinga i più esigenti potranno acquistare l’opzione Extreme che prevede ben 50 megabits in download e 10 Mbps in upload. I meno esigenti potranno accontentarsi dei “soli” 22 Mbps in dowload della Ultra accompagnati da 5 megabits in upload.
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Il noto provider americano Comcast ha deciso di applicare delle restrizioni in termini di scambio dati nei confronti dei propri utenti.
Il limite massimo mensile totale(ovvero di download e upload) è stato fissato a 250 gigabyte. Perché questa limitazione? Semplice: sembrerebbe che la maggior parte di traffico nella rete venga generato da una piccola percentuale degli utenti, circa il 10%, i quali farebbero uso intenso di applicazioni peer to peer, per scaricare file di grosse dimensioni come film e giochi.
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Comcast, il noto ISP statunitense sarà sanzionata a causa dei continui filtraggi applicati a discapito dei propri abbonati per contrastare il peer to peer.
I filtri applicati dai provider sono nascosti e poco trasparenti, mettendo a repentaglio la sicurezza informatica degli utenti nonché la propria privacy.
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Comcast è un provider statunitense molto noto anche perché accusato di rallentare le connessioni P2P. Per protestare contro questa pratica, diffusa anche in Italia, un hacker si è scagliato contro il suo sito effettuando un defacement.
Il defacement consiste nella sostituzione illecita della home page o di una pagina di un sito da parte di un soggetto non autorizzato, solitamente un hacker.
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In Italia il WiMax è stato fonte di polemiche, litigi, cause giudiziarie e protagonista di un’asta per l’acquisizione delle licenze senza precedenti per intensità e soldi investiti.
Ma fuori dai nostri confini il WiMax è stato anche ampiamente criticato come inutile, dispendioso e complicato.
Sarà, ma questa tecnologia ha messo in moto una vera rivoluzione digitale che sembra contagiare ogni stato, perchè il WiMax potrebbe davvero rappresentare una vera svolta tecnologica nella connettività wireless.
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Sandvine, uno dei maggior produttori di filtri per il monitoraggio del traffico su Internet, avrebbe visto crollare letteralmente le quotazioni dei propri prodotti, con una diminuzione delle vendite, nell’ultimo trimestre, di circa l’88%.
L’azienda è la fornitrice di moltissimi Internet Service Provider statunitensi, nonché della stessa Comcast, quest’ultima finita nel mirino del Garante delle TLC “a stelle e strisce” per aver monitorato il traffico Internet dei propri abbonati, ed in particolare quello legato al circuito BitTorrent.
La causa di questo calo delle vendite si potrebbe ricercare nell’inchiesta dell’Autorità della TLC statunitense che avrebbe indotto Comcast ad adottare comportamenti più trasparenti.
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Tag: bittorrent, comcast, isp, partner, tlc
È vita dura per il famoso Internet Service Provider americano che è conosciuto con il nome di Comcast. Dopo il procedimento giuridico avviato nei confronti di quest’ultimo a Novembre, è stata intrapresa una nuova offensiva dallo studio legale Gilbert Randolph.
Una class action contro Comcast in virtù del mandato ottenuto da Sanford Sidner e da tutti i cittadini del District of Columbia sottoscrittori di un contratto con il provider negli ultimi tre anni.
Gli avvocati dello studio legale sostengono che Comcast ha ingannato i propri utenti promettendo loro connessioni velocissime, accesso ad Internet senza limiti, servizi supplementari, mentre poi si è dato da fare solo per filtrare il P2P…
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