La legge-Sarkozy è passata, e così i governanti d’oltralpe si lanciano a cuor leggero in ottimistiche (per così dire) previsioni sull’applicazione della dottrina.
Il ministro della cultura francese, infatti, ha affermato che quando la legge sarà pienamente operativa, sarà possibile disconnettere fino a mille utenti recidivi al giorno.
Le lettere contenenti gli avvisi che preludono al più drastico provvedimento, invece, potranno raggiungere le 13.000 al giorno.
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Con l’approvazione, in Francia, della legge sulla tutela del diritto d’autore su Internet, Nicolas Sarkozy è diventato il nuovo idolo delle associazioni di editori e produttori.
Anche al di qua delle Alpi l’effetto-Sarkò non si è fatto attendere, e i nostri principali esponenti della tutela del diritto d’autore hanno addirittura inviato al presidente francese (nonché al nostro presidente del Consiglio) una lettera di vivo apprezzamento:
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Con 189 voti a favore e soli 14 contrari, il Senato francese ha approvato in via definitiva la cosiddetta Dottrina Sarkozy.
Diventa legge, dunque, la politica dei “tre colpi“, quella che prevede avvertimenti e successiva disconnessione forzosa per gli utenti che violino le norme di copyright su internet.
Diventa legge, pertanto, anche l’istituzione dell’Hadopi, l’autorità che provvederà a tale disconnessione.
Finisce, quindi, quella che era diventata quasi una telenovela: l’approvazione della Dottrina è stata recente oggetto di un tira e molla nelle aule del parlamento francese, con tanto di sorprendente (temporanea) bocciatura nella votazione del mese scorso.
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Appena pochi giorni dopo le dichiarazioni rese dal presidente della SIAE Giorgio Assumma, in cui questi sembrava “aprire”, in qualche modo, alla libera diffusione delle opere su Internet, lo stesso Assumma torna su posizioni più rigide, interrogato sulla cosiddetta dottrina Sarkozy (a cui sembra ispirarsi il pacchetto Telecom).
Abbiamo recentemente riferito dei patemi che tale progetto sta incontrando in Europa, in particolare con riferimento alla possibilità, per autorità diverse dai Tribunali, di procedere alla disconnessione forzosa degli utenti che infrangono le norme di copyright.
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Secondo quanto riportato da vari siti, l’ITRE, il comitato per l’industria, la ricerca e l’energia interno al Parlamento Europeo, avrebbe inferto un nuovo colpo alla cosiddetta dottrina Sarkozy.
La regola dei “tre colpi” che il presidente francese vorrebbe introdurre per combattere la pirateria, si è arenata in una votazione nelle sedi europee, dopo che nei giorni scorsi aveva subito una inaspettata bocciatura anche in patria.
In particolare, il comitato ha rigettato l’idea che le restrizioni alle connessioni degli utenti colpevoli possano essere imposte da un’autorità anziché dal provvedimento di un Tribunale.
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Al momento della sua approvazione in Francia, la così detta dottrina Sarkozy, altrimenti nota come “legge dei tre colpi”, sembrava il giro di vite definitivo contro la cultura del file sharing, un modello che tutti i governi occidentali avrebbero finito per adottare.
Col “senno di poi” si è invece rivelato un clamoroso insuccesso non solo di fronte all’opinione pubblica, ma anche di fronte alle istituzioni: in Italia, nel Regno Unito e in sede di Consiglio Europeo si procede in maniera ondivaga, come dimostra il caso dell’emendamento 138, presentato e poi rigettato nel giro di pochi giorni.
L’ultima nazione, in ordine di tempo, a bocciare il modello francese è stata la Germania. La dichiarazione ufficiale rilasciata dal Ministro della Giustizia Brigitte Zypries (nella foto) non lascia davvero adito a dubbi.
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Continuano i tentativi di affossare il P2P e in particolare Pirate Bay e i tanti tracker torrent attivi in rete.
Nonostante al momento la dottrina Sarkozy sembri in stand by, non passa mese senza che qualcuno proponga qualche nuova idea per combattere il P2P, indipendentemente dall’uso che se ne fa.
La Comunità Europea non è certo esente da pressioni provenienti da Ifpi e major, tra poche settimane infatti gli euro parlamentari dovranno votare sulla proposta di Manuel Medina Ortega, deputato settantatreenne spagnolo il quale, in una relazione, nomina proprio Pirate Bay e chiede che venga messo al bando in tutti i Paesi europei.
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Il Ministro delle Attività Culturali Sandro Bondi e l’ex commissario SIAE Mario Masi hanno tenuto una conferenza stampa per presentare le funzioni del nascente Comitato contro la pirateria digitale e musicale.
Il Comitato Antipirateria è stato creato per rispondere all’esigenza di riformare il diritto d’autore nell’era digitale avvalendosi della collaborazione di operatori di settore, ISP, tecnici e utenti. A questo gruppo si aggiungerà una lista di soggetti istituzionali tra cui i Ministeri dell’Interno, degli Affari Esteri, dello Sviluppo Economico, della Giustizia e il presidente di SIAE Giorgio Assumma.
Il progetto si propone di essere collaborativo nei confronti di utenti finali e sharer: verrà creato un apposito sito Internet dove, previa registrazione, si potranno liberamente esprimere opinioni e avanzare proposte riguardo la stesura del nuovo diritto d’autore. Il Comitato ha quindi deciso di operare sul canale della trasparenza, requisito fondamentale per poter ottenere il supporto da parte della comunità del filesharing.
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In relazione al caso Peppermint e più in generale alle lettere “minatorie” inviate a chi, tramite P2P, ha scambiato brani musicali o comunque opere coperte dal diritto d’autore, è opportuno ricordare che l’introduzione di strumenti di “intimidazione” psicologica non ha precedenti nel nostro ordinamento giuridico.
La lettera inviata dai legali della Peppermint, con cui il presunto reo viene “invitato” a pagare una somma di denaro a titolo di risarcimento in modo da evitare future azioni giudiziarie, potrebbe essere definita ingannevole in base al principio di legalità e di obbligatorietà dell’azione penale.
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Il Consiglio Europeo ha deciso di rigettare l’emendamento 138 salva P2P al pacchetto Telecom. La proposta, voluta dall’88% dei membri votanti, è quindi sopravvissuta pochissimi giorni.
L’emendamento era stato proposto per bloccare l’avanzata della “three strikes law”, ovvero la famosa Dottrina Sarkozy, la quale obbliga i provider a disconnettere gli utenti che violano il diritto d’autore sui circuiti di P2P. Nodo cruciale della questione riguarda la posizione degli ISP: la proposta si oppone al conferire il ruolo di “poliziotti della rete” ai provider in quanto poteri limitanti la libertà degli individui devono essere di competenza esclusiva dell’autorità giudiziaria.
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