Ogni volta che esce un rapporto sulla diffusione della banda larga in Europa noto con rammarico che nulla è cambiato nel nostro Paese, nonostante le promesse più varie della nostra classe politica e delle aziende di riferimento nel settore delle telecomunicazioni.
L’Italia è sempre più indietro nel settore della banda larga e questo purtroppo è un dato di fatto vero ed innegabile.
Una recente ricerca della “Forrester Research” ha evidenziato i livelli di copertura dei servizi di ultima generazione nei vari stati dell’Unione Europea.
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Messagenet, azienda che offre svariati servizi VoIP, tenta il grande passo espandendosi in Europa.
Con all’attivo 270.000 clienti italiani, l’azienda adesso espande i suoi servizi in 8 paesi europei: Danimarca,Francia, Finlandia, Irlanda, Norvegia, Olanda,Svezia e U.K.
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Viviane Reding, commissario Europeo delle Telecomunicazioni, si inasprisce contro le 27 nazioni d’Europa dove il divario digitale è ancora alto. Situazione inaccettabile, visto che i paesi più evoluti continuano ad andare avanti nello sviluppo di servizi a banda larga in Europa, unita sotto opportunità comuni di sviluppo e crescita, almeno così dovrebbe essere.
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Così asserisce Corrado Calabrò presidente dell’Autorità per le garanzie delle comunicazioni a margine del convegno in cui il presidente esponeva la sua relazione annuale.
Ufficialmente dunque il Governo pone in essere una questione molto importante che purtroppo già molti conscevano e si chiedevano quando i “poteri forti” avrebbero detto qualcosa in merito.
Ma è ancora più grave constatare come l’Italia sul fronte banda larga non sia indietro solo rispetto agli altri Paesi del G7, ma anche rispetto all’Europa allargata ai 27 paesi e quindi contando anche stati dove l’economia e lo sviluppo teoricamente dovrebbero essere molto più indietro rispetto a noi.
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