L’abilitazione ieri da parte di Facebook della Timeline ha portato grande fermento all’interno della folta comunità virtuale del social network. L’approccio alla nostra vita virtuale da oggi sarà ben diverso e dovremo fare i conti con un Facebook quasi del tutto nuovo non solo dal punto di vista grafico ma anche dal punto di vista dei contenuti. Nella giornata di ieri, silenziosamente, la Timeline è sbarcata anche sui dispositivi mobili come gli smartphone Android e iOS, sia attraverso l’applicazione dedicata, che il sito Web in versione mobile.
Giusto per fare un esempio in tal senso, la foto di questo articolo ritrae la Timeline attraverso lo smartphone Galaxy Note.
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Dopo un lungo periodo di test e un debutto limitato solo alla Nuova Zelanda, la rivoluzionaria Timeline di Facebook è pronta a debuttare per tutti quanti. Il social network ha già iniziato a rilasciare gradualmente in tutto il mondo la nuova interfaccia che cambierà radicalmente il nostro approccio a Facebook, trasformando il nostro profilo in una sorta di diario in cui sarà raccontata tutta la nostra vita. Tutte le nostre foto, tutte le nostre attività, i nostri interessi, il nostro lavoro e tanto altro saranno perfettamente rappresentati nella nuova Timeline che tuttavia sarà visualizzabile agli altri in toto o parzialmente solo dietro nostro consenso.
La Timeline è già per noi italiani attivabile da questa pagina, tuttavia sino al 22 dicembre sarà visibile solo a noi. Successivamente il passaggio alla nuova interfaccia, salvo problemi tecnici sarà obbligatorio per tutti.
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Ma la famosa Timeline promessa alcuni mesi fa da Facebook che fine ha fatto? A fine settembre durante il Keynote F8 tenuto da Mark Zuckerberg, si era parlato di tutte le grandi novità che il social network avrebbe proposto ai suoi utenti di li a pochi mesi. In particolare tra le novità più importanti c’era a punto la Timeline, una sorta di rivisitazione della propria pagina personale in cui potremo scorrere tutte le nostre attività, foto, video… in un unico colpo d’occhio. Originariamente questa novità doveva arrivare in poche settimane ma a causa di alcuni intoppi il tutto era slittato in avanti.
In questi giorni finalmente qualcosa si starebbe muovendo perché Facebook ha infatti annunciato il lancio della Timeline in Nuova Zelanda.
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Si potrebbe proprio dire che “chi la fa se l’aspetti”. In questi giorni una curiosa notizia ha fatto sorridere un po’ tutto il mondo quando si è appreso che a causa di un piccolo bug di Facebook sono state rese pubbliche tutte le foto di tutti gli account comprese quelle del fondatore del social network Mark Zuckerberg. Il problema è durato molto poco e non tutti fortunatamente si sono accorti che era possibile invadere la privacy di quasi tutti gli utenti del social network, ma quello che ha fatto “scalpore” in ogni caso è stata la possibilità di frugare nella vita privata di Mark Zuckerberg.
La cosa fa doppiamente sorridere perché dopo mille proclami dell’azienda sul grande lavoro che si sta facendo per consolidare e proteggere la privacy degli utenti, soprattutto dopo il recente storico accordo con la Federal Trade Commission, proprio il suo fondatore Mark Zuckerberg è inciampato su uno dei tanti problemi di privacy che hanno fatto nel tempo gridare allo scandalo.
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E alla fine Facebook ha dovuto cedere alle pressioni della Federal Trade Commission e stringere un accordo sulla gestione della privacy che finalmente garantirà sicurezza agli utenti. L’accordo è di quelli storici perché sino a oggi il più grande social network della rete, aveva si promesso miglioramenti nella gestione della privacy dei propri utenti, ma mai si era dovuto piegare alle richieste delle autorità nonostante mille denunce in tema di trattamento dei dati.
La prima modifica importante è che da adesso in poi Facebook, ogni qual volta decidesse di variare o modificare un suo servizio/impostazione, dovrà comunicarcelo e attendere il nostro consenso prima di fare qualsiasi cosa.
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Vi siste mai chiesti come fanno le forze dell’ordine a ottenere i vostri dati su Facebook, qualora ovviamente ce ne sia bisogno e sempre dietro mandato di un tribunale? La procedura è assolutamente banale. A spiegarci come si fa e a rivelarci cosa il social network fornisce alle autorità è Cryptome, un sito dalle azioni analoghe a quelle di Wikileaks. Se la polizia, ribadiamo solo dietro autorizzazione del tribunale, intende richiedere le informazioni sulle nostre attività su Facebook è sufficiente che invii una normalissima richiesta al social network via email o via fax indicando l’id numerico dell’utente sotto inchiesta.
Facebook poi in un lasso di tempo tra le 2 e le 6 settimane invierà o un’e-mail o un DVD in cui le autorità troveranno la nostra vita sul social network.
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Tutto il Web è sempre più social e dunque non stupisce se anche il trasferimento di denaro inizia a passare anche attraverso i social network. PayPal ha infatti annunciato “Send Money“, una specifica applicazione per Facebook da cui inviare denaro a un nostro amico. Cosa molto carina è che l’invio del denaro può avvenire allegando anche un simpatico biglietto virtuale stile cartolina in cui includere un messaggio. Utile in caso di regali di compleanno, natale, nozze e altro.
Per utilizzare Send Money ci sono però dei requisiti minimi da soddisfare, banali se volete come essere entrambi iscritti a Facebook e soprattutto disporre entrambi di un conto PayPal.
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Vodafone ha annunciato due interessanti novità rivolte a tutti i suoi clienti. A partire da ieri gli utenti Vodafone avranno la possibilità di effettuare le ricariche della propria SIM direttamente dal sito Vodafone.it senza dover effettuare il login alla propria area riservata e grande novità, le ricariche potranno essere effettuate direttamente anche dalla fan page di Vodafone su Facebook. Queste nuove opportunità permetteranno di ridurre notevolmente i tempi e i passaggi per effettuare una ricarica online della propria utenza a tutto vantaggio della praticità e della comodità.
Inoltre sarà possibile effettuare le ricariche sia per il proprio numero che per altre utenze Vodafone (amici, familiari…).
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Sembra che finalmente Facebook abbia individuato i colpevoli del clamoroso attacco di spam pornografico che aveva colpito molti utenti del più noto social network della rete in questi giorni. Inoltre i tecnici di Paolo Alto avrebbero anche capito come questo attacco di spam sia stato generato e sono corsi subito ai ripari per chiudere la pericolosa falla. Bocche cucite sull’identità dei colpevoli, probabilmente per non ostacolare ulteriori indagini. Noti invece i dettagli della falla di sicurezza che ha compromesso Facebook.
Il problema risiederebbe in una vulnerabilità di alcuni browser, anche se non è ancora dato di sapere quali. L’attacco sfrutterebbe un’aggressione XSS basata su una semplice stringa di codice JavaScript che gli utenti in maniera inconsapevole avrebbero copia-incollato sulla barra degli indirizzi del proprio browser.
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Ancora guai e che guai questa volta per Facebook! Non bastavano i problemi legati alla gestione della privacy e le gatte da pelare con i garanti della privacy di mezzo mondo, perché da alcune ore (in realtà alcuni casi si sono registrati già da lunedì) il social network più grande della rete sta facendo i conti con il porno. Già perché al loro risveglio migliaia di utenti si sono ritrovati il proprio profilo su Facebook invaso da foto di natura pornografica o comunque con foto di poco buon gusto. La cosa più sconvolgente, che ha fatto arrabbiare non poco gli utenti del social network, è che queste foto appaiono come aggiornamenti del proprio stato come se fossimo stati proprio noi a caricarle.
Imbarazzo e rabbia quindi, ma che è successo? La “cosa bella” è che non si sa e i tecnici di Facebook sembra che stiano brancolando nel buio.
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