Vi è mai capitato di cercare su di un motore di ricerca un file che non avete trovato su applicazioni P2P, e di imbattervi in siti che sostengono di aver trovato decine di file corrispondenti alla vostra ricerca?
Sicuramente sì, ed è inutile dire quanto quelle ricerche si siano rivelate vane, giusto?
Di sicuro, se siete degli utilizzatori del client di file sharing eMule, vi sarà capitato di aver scaricato dei così detti fake, cioè di aver avviato il download di determinati file che si sono rivelati poi essere di tutt’altro genere.
Mettiamo il caso di aver avviato il download di un video: finché questo non si rivela essere quello da noi previsto, ma è comunque un video libero e privo di diritto d’autore, va tutto bene, ma se poi questo si rivela essere un film attualmente proiettato nelle sale cinematografiche come la mettiamo? Siamo persone che hanno infranto il copyright e se colti in flagrante, dovremo risponderne civilmente a chi di dovere.
Come fare quindi per non trovarci in questa brutta situazione? Basta far uso della modalità anteprima.
MediaDefender, società nota per la diffusione di “fake” mediante la rete BitTorrent, sta attraversando un periodo molto negativo: potrebbe addirittura chiudere e cessare la propria attività.
L’azienda si propone come il maggior fornitore di servizi contro la violazione del copyright mediante le reti di P2P. I suoi guai sono iniziati nel Settembre 2007, quando moltissime email interne sono state rese pubbliche anche mediante i network di file sharing (ironia della sorte…): si è cosi appresa la creazione di un sito-trappola dove gli utenti potevano caricare video (e in caso di violazione dei diritti di proprietà intellettuale sarebbero stati citati in giudizio). Da allora le azioni della compagnia sono scese da 2,25 $ ad appena 0,50 $.
Negli ultimi giorni si è discusso del caso di un giovane indagato per aver scaricato e condiviso filmati aventi contenuto pedo-pornografico. Chiaramente e giustamente, questa condotta concretizza un reato, punito dall’art. 600-ter del Codice penale: il ragazzo però si professa innocente, perché il file era un fake.
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