Non che il giudice Michael J. Davis ci sia andato poi così leggero: dovendo giudicare l’appello della prima persona condannata per aver scaricato e condiviso tramite P2P ben 24 canzoni, ha semplicemente ridotto la cifra da pagare.
Precedentemente Jammie Thomas, scoperta a condividere file con KaZaA, era stata condannata a pagare 80.000 dollari a traccia condivisa. Il totale faceva ben 1,9 milioni. La nuova sentenza abbassa la prima cifra a 2.250, arrivando ad un totale di “solo” 54.000 dollari. Questo, paradossalmente, rende la mega multa effettivamente pagabile.
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Jammie Thomas, trentenne disoccupata, ha vinto la sua causa in tribunale contro la RIAA.
La Thomas era stata condannata al pagamento di 222 mila dollari per violazione di copyright, ma adesso non dovrà sborsare nemmeno un centesimo.
È stata giudicata innocente dal giudice perché non ha distribuito i file nella rete peer to peer, bensì si è limitata a metterli a disposizione. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma non lo è: mettere a disposizione non è sinonimo di distribuire se non si può provare che qualcuno abbia davvero scaricato quel file.
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