Joaquín Almunia, commissario per la concorrenza dell’Unione Europa, avrebbe intenzione di mettere sotto sorveglianza speciale l’andamento dell’imminente bando italiano per l’assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre. L’Unione Europa sarebbe infatti molto preoccupata su come sia stato formulato il regolamento dell’asta che potrebbe in qualche modo non favorire il libero mercato della TV, come invece aveva chiesto l’Unione Europa stessa. Proprio per questo Joaquín Almunia starebbe lavorando per trovare una soluzione a questo problema e riequilibrare l’asta.
Ma la situazione è molto delicata, perché attorno a quest’ultima assegnazione di frequenze per la TV, gravitano interessi enormi. Proprio per evitare un nuovo caso Europa 7, il commissario europeo per la concorrenza vorrebbe agire modificando la tipologia di multiplex a disposizione. Attualmente il regolamento prevede l’assegnazione di 5 nuovi multiplex, due a frequenza unica, due con doppia frequenza e uno con tripla frequenza.
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Chi segue l’evolversi del digitale terrestre, conoscerà molto bene la diatriba tra Mediaset e Sky per l’arrivo di quest’ultima sulle frequenze del digitale terrestre in chiaro su tutte le TV italiane. Questa contesa si vede oggi arricchita di un nuovo capitolo. Tom Mockridge, amministratore delegato di SKY Italia ha segnalato in queste ore al Ministro Romani, l’uso improprio del Mux 6 delle frequenze del digitale terrestre da parte di Mediaset per il suo servizio +1 e di Canale 5 e Italia 1 in alta definizione.
Mediaset infatti avrebbe ricevuto a suo tempo, sempre da Romani, l’uso del Mux 6, ma solo a fini di sperimentazione. Uso che doveva comunque cessare dopo 6 mesi e invece Mediaset non solo lo occupa ancora, ma lo sfrutta non tanto per prove tecniche, ma quanto per trasmettere i propri canali.
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E se il futuro prossimo della TV italiana fosse tutto su internet? Se fino a poco tempo fa, i media nostrani sembravano un po’ allergici alla possibilità di spostare le trasmissioni televisive sul web, oggi invece le cose sembrano essere radicalmente cambiate. A segnare definitivamente questo cambiamento ci ha pensato Franco Bernabè, AD di Telecom Italia, che durante un’audizione in Senato, dopo aver parlato del futuro della rete italiana, si è soffermato a lungo anche sul capitolo della TV via web.
Bernabè, avrebbe accennato alla possibilità che Telecom Italia fornisca alle emittenti televisive italiane, una piattaforma che consenta di trasmettere interi palinsesti televisivi via web in streaming. Da specificare che non si tratterebbe di TV in diretta, in sostituzione di quella tradizionale, ma di una sorta di super archivio in cui l’utente avrà la possibilità di rivedere tutte le trasmissioni già andate in onda.
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Mediaset è pronta a lanciare un nuovo servizio di TV interattiva legata alla connessione ad internet. Il servizio, che si chiamerà “Premium Net TV“, sarà fruibile da domani sulle TV con integrato il decoder per il digitale terrestre certificato Gold (garantisce la compatibilità con l’Internet TV) e sui computer di casa. L’offerta di partenza di Mediaset Premium Net TV comprenderà la possibilità di visualizzare (gratuitamente e a pagamento) film, cartoni animati, documentari e molto altro, compresi gli ultimi 7 giorni di programmazione dei canali Mediaset.
Primi rumors posizionerebbero su 2/3 euro il costo per l’acquisto di un film.
La TV, dovrà ovviamente essere connessa ad una linea a banda larga, non importa di quale gestore.
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Sono state, quelle appena trascorse, settimane in cui diverse novità si sono succedute a distanza di pochissimo tempo una dall’altra, novità che hanno riguardato il connubio, sempre più forte, tra Web e TV, o almeno, quello che “rimane” della TV per come la conosciamo.
A partire con il lancio delle novità è stata La7, che pochi giorni addietro ha presentato la sua offerta di Web TV, ovviamente on-demand, chiamata La7.tv, in seguito è arrivato l’annuncio e poi la presentazione ufficiale di CuboVision di Telecom Italia e infine, nelle scorse ore, la conferma che anche Mediaset, così come la RAI, è intenzionata a rafforzare la sua offerta televisiva sul Web.
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Mediaset è sempre più interessata ad allargare i propri orizzonti. Dopo aver puntato forte negli scorsi anni (continuando comunque a farlo ancora) sul DTT, l’azienda televisiva di Fininvest sembra adesso decisamente orientata a non trascurare affatto tutte le altre piattaforme.
Secondo quanto pubblicato negli scorsi giorni da Il Sole 24 Ore, Mediaset sarebbe pronta a investire adesso nella Web TV e a tal proposito avrebbe consegnato un documento ad alcune aziende del settore al fine di scegliere i partner tecnologici per mettere in atto il proprio piano.
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Come molti sapranno, la notte tra il 19 e il 20 maggio si è avuto lo switch-over (cioè il passaggio anticipato di due canali nazionali alla trasmissione digitale terrestre) nel Piemonte occidentale, più precisamente nelle province di Torino, Cuneo e diversi altri paesi in provincia di Asti.
A spegnere il segnale analogico per prime sono state Rai Due e Rete 4, che pertanto non saranno più visibili tramite analogico ma soltanto per mezzo di apparecchi compatibili con il DTT, che siano essi decoder esterni o TV con sintonizzatore digitale integrato.
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l’avvento del digitale nel mondo televisivo non ha soltanto modificato le abitudini e le possibilità dei telespettatori, ma ha aperto scenari nuovi e per certi versi creato una seconda “rivoluzione copernicana” per quanto concerne gli assetti, consolidati da decenni, della televisione italiana.
Si è quindi scatenata quella che in molti hanno definito una vera e propria “guerra” tra i maggiori broadcaster del settore. Ed è proprio riguardo a questa diatriba, quotidianamente alimentata da voci più o meno attendibili sulle prossime mosse dei vari attori in gioco, che si gioca una delle partite più importanti: la questione del rinnovo del contratto relativo ai canali Raisat.
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Non si può negare che il grosso del pubblico è legato alla tradizionale televisione via etere, sia essa terrestre o satellitare, ma c’è da dire che i fruitori della Web TV sono in costante aumento.
Questo probabilmente è il frutto di un’offerta che si va ampliando sempre più di contenuti interessanti; portali gratuiti come StreamIT e Yalp, tanto per citarne due, con i loro palinsesti ricchi di sitcom, musica e informazione, stanno di certo dando un forte impulso per fare percepire l’immagine della Web TV come di una piattaforma televisiva in senso pieno.
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L’IPTV sta piano piano scavando una sua nicchia di mercato sempre più rilevante, molti analisti la vedono come la vera tecnologia televisiva del futuro mettendo da parte il digitale terrestre che per molti esperti è troppo costoso e complicato e il satellite oramai obsoleto.
Chi ha puntato molto sulla tecnologia dell’IPTV è Telecom che offre ai suoi abbonati un pacchetto completo di servizi televisivi composto da canali standard e dai canali satellitari come Sky.
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