I creatori di The Pirate Bay sono colpevoli. È questa la sostanza della tanto attesa sentenza del processo che vedeva coinvolto il tracker torrent. Carcere e non solo: quasi un milione di dollari a testa la cifra da pagare per i quattro imputati.
Non possiamo pagare e non pagheremmo se potessimo. Se avessi del denaro, lo brucerei, piuttosto che pagare.
Queste le parole di Peter Sunde, 31 anni, uno dei condannati.
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Peter Sunde, Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm, Carl Lundström sono colpevoli. I creatori di The Pirate Bay hanno ricevuto un verdetto di condanna dal tribunale di Stoccolma a 1 anno di carcere per ognuno e al pagamento complessivo di $3,620,000.
La sentenza non è definitiva, infatti i quattro di The Pirate Bay potranno ricorrere in appello. La motivazione della sentenza di colpevolezza accusa i quattro di aver:
favorito la diffusione di materiale protetto da diritto d’autore
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Ormai la “Baia dei Pirati” sembra proprio inarrestabile: dopo i feed RSS e la VPN, il team svedese ha escogitato una nuova funzione per gli utenti del sito: la condivisione dei file.torrent su Facebook.
Chiunque visiti la pagina di un torrent ospitato sul tracker di The Pirate Bay potrà trovare il bottone “Share on Facebook“. Premendolo, si verrà reindirizzati su Facebook e il link al file.torrent verrà aggiunto al proprio profilo utente; in tal modo potrà essere visto ed eventualmente scaricato da tutti coloro che visiteranno la nostra pagina. Se la cosa prenderà piede, questa feature potrebbe costituire una specie di “pagina dei torrent preferiti”, o una serie di “consigli per gli acquisti” (o per meglio dire, “per gli scaricamenti”) fornita dagli utenti e per gli utenti.
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Prende il via in queste ore il processo che vede imputati, nelle aule della giustizia svedese, Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom, gestori di The Pirate Bay, il celebre servizio di indicizzazione di file .torrent.
Per i quattro l’accusa è quella di facilitare gli utenti nella violazione del copyright, permettendo loro il download di materiale pirata, nonostante sui server in questione non vi sia alcun contenuto che violi la legge, ma solamente i file con le informazioni per connettersi ai computer di altri netizens mediante il protocollo BitTorrent.
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Il blog della Baia ha annunciato in questi giorni che il sito svedese ha raggiunto un nuovo record: 22 milioni di peer – secondo alcuni rappresenterebbero più della metà degli utenti BitTorrent del mondo.
La crescita negli ultimi mesi è stata esponenziale. All’inizio di Aprile, Pirate Bay aveva raggiunto la soglia di 12 milioni di peer contemporanei, e per stabilire nuovi record il blog aveva chiesto agli utenti di fare opera di proselitismo tra parenti e amici per raggiungere i 20 milioni di peer, che i creatori pensavano di raggiungere nel giro di un anno.
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Il noto tracker torrent The Pirate Bay ha raggiunto un altro record toccando i 20 milioni di peers.
Nel 2006 erano “solo” 3 milioni gli utenti della Baia, e nel 2007 gli affezionati del sito svedese erano giunti a circa 6 milioni. Per gestire tutti questi utenti gli amministratori hanno ben pensato di aggiungere dei nuovi server.
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Nel mondo pare che tutti si scagliano contro The Pirate Bay.
Di recente in Svezia diverse case editrici hanno condotto degli studi sostenendo che la pirateria editoriale nel Paese è largamente diffusa per colpa della famosa Baia.
Le continue violazione del diritto d’autore, arrecherebbero disastrosi danni economici agli editori. Nel contempo però, i sostenitori di The Pirate Bay sono sorpresi nel constatare che gli editori utilizzino i file torrent contenuti nella banca dati del sito.
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È comparso in Rete ThePirateCity.org, ovvero un sito che vorrebbe imitare l’unica e sola Baia dei Pirati.
PirateCity desidererebbe offrire in streaming dei contenuti gratuiti e si spaccia per la versione beta di The Pirate Bay, il celebre tracker torrent.
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The Pirate Bay, il famoso sito torrent non più raggiungibile (sempre che non utilizziate OpenDNS) dagli utenti italiani dal 10 Agosto scorso, ha adottato la linea del silenzio stampa.
Infatti Peter Sunde, amministratore della Baia Dei Pirati, dopo le numerose polemiche scatenate dall’inserimento del link ad un sito contenente alcune foto relative l’autopsia di due bambini svedesi uccisi in un’aggressione, ha deciso di trincerarsi nel silenzio stampa.
I media si sono letteralmente scagliati contro la Baia senza accertare se le Autorità competenti avessero provveduto a “sigillare” le immagini mediante il segreto d’ufficio.
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