Il Canone RAI per le aziende e liberi professionisti dovrà essere pagato solo se l’attività lavorativa prevede lo sfruttamento dei servizi RAI come l’uso delle immagini televisive e/o spot pubblicitari legati al servizio della TV pubblica. Lo spauracchio che aveva colpito il popolo della partite iva, dei commercianti e imprese italiane sembra essere definitivamente passato perché la RAI, come specificato poche ore fa, ha deciso di interpretare in maniera restrittiva il Regio Decreto del 1938 che prevede che “qualunque dispositivo atto alla ricezione di programmi televisivi, se pur non direttamente destinato allo scopo, sia tenuto al pagamento del canone.”
Dunque niente più Canone RAI per le imprese che possiedono computer, tablet e portali, ma solo per i soggetti che davvero sfruttano i servizi RAI. Del resto era normale. Un esercente che nel suo bar o ristorante offre la TV ai suoi clienti è normale che debba pagare il Canone RAI, un po’ meno che lo debba pagare un medico solo perché possiede un computer con il quale stampa le ricette per i suoi assistiti…
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Il Canone RAI? Lo pagheranno solo quelle aziende che ricevono sui propri computer e server immagini televisive, foto e tutto quanto può essere collegato alle attività della RAI. Queste parole, all’apparenza rassicuranti, giungono direttamente dagli uffici della RAI di Firenze che sono corsi immediatamente ai ripari dopo le furenti polemiche di questi giorni quando molti professionisti e aziende si sono trovati l’avviso di pagamento del così detto “Canone Speciale” perché in è possesso di computer, palmari e altro che potenzialmente possono accedere ai servizi audio visivi della RAI.
Per la RAI dunque a pagare il canone non saranno medici, commercialisti, avvocati e lavoratori autonomi in genere, ma solo quelle aziende/professionisti che utilizzano apparecchiature elettroniche che accedono per vari motivi ai servizi RAI.
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Lavorate in un’azienda o siete lavoratori autonomi e liberi professionisti? Possedete uno o più computer, tablet pc e magari anche una linea a banda larga? Allora potreste aver ricevuto o riceverete a breve la richiesta di dove pagare il canone RAI per ogni computer, monitor, smartphone e tablet in vostro possesso. Una situazione che può sembrare paradossale ma che invece è la dura realtà con cui si stanno scontrando molte imprese e professionisti in questi giorni.
A sorpresa infatti oltre 5 milioni di imprese in tutta Italia si sono viste recapitare richieste di pagamento del canone RAI del valore compreso tra 200 euro a oltre 5-6 mila euro in base a quanti computer, monitor… sono in uso presso la propria attività.
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Finalmente ci siamo, questa sera conosceremo chi tra Olanda e Spagna si aggiudicherà la Coppa del Mondo di calcio. L’Italia, purtroppo, come sappiamo, è andata molto male, ma non per questo non potremo guastarci una partita che si attende entusiasmante e ricca di suspense.
La partita verrà come al solito trasmessa dalla Rai e sarà possibile seguirla anche su Rai HD, sul digitale terrestre, e ovviamente per quanto riguarda la piattaforma satellitare anche su SKY e TivùSat.
Per chi invece non potrà seguire la partita comodamente seduto nella poltrona di casa, il Web propone validissime alternative.
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La RAI proponendo la sua offerta di Web TV per i Mondiali di calcio, aveva promesso un’applicazione per iPad che avrebbe permesso di seguire in diretta le partite in streaming.
Applicazione però che non si è mai vista, tanto che molti avevano iniziato a parlare di figuraccia della RAI.
Ma proprio ieri, anche se un po’ in ritardo, la RAI ha colmato anche questa lacuna proponendo non un’applicazione, ma una pagina del portale dei Mondiali di calcio, completamente ottimizzata per iPad da cui seguire le dirette in streaming.
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Si avvicinano i Mondiali di Calcio, e la Rai ha deciso di offrire per l’occasione un servizio di Web TV dedicato all’evento. Nasce dunque il portale Mondiali.rai.it da cui si potranno seguire le partite in streaming in alta definizione e rivedere i momenti salienti, oltre che le trasmissioni di approfondimento.
In piena epoca di Web 2.0 non poteva mancare dunque un servizio simile. In particolare le 25 partite trasmesse in streaming in alta definizione saranno offerte in modalità “highlights”, cioè verranno trasmesse in tempo reale le fasi più importanti della competizione.
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Sono state, quelle appena trascorse, settimane in cui diverse novità si sono succedute a distanza di pochissimo tempo una dall’altra, novità che hanno riguardato il connubio, sempre più forte, tra Web e TV, o almeno, quello che “rimane” della TV per come la conosciamo.
A partire con il lancio delle novità è stata La7, che pochi giorni addietro ha presentato la sua offerta di Web TV, ovviamente on-demand, chiamata La7.tv, in seguito è arrivato l’annuncio e poi la presentazione ufficiale di CuboVision di Telecom Italia e infine, nelle scorse ore, la conferma che anche Mediaset, così come la RAI, è intenzionata a rafforzare la sua offerta televisiva sul Web.
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Sono parecchie le novità annunciate ieri da Sky Italia. La filiale italiana del colosso dei media News Corporation, facente capo all’australiano Rupert Murdoch, rilancia forte e risponde, a modo suo, all’offensiva lanciata qualche mese fa da Rai e Mediaset con il lancio di TivùSat e con l’uscita dei canali Raisat dall’offerta di Sky.
Molte sono state le polemiche attorno a questa decisione e non pochi sono stati coloro che hanno giudicato le mosse dei due player generalisti (associati in una specie di alleanza definita dai giornali “Raiset“) come altamente penalizzanti per Sky. Oggi invece il rilancio degli uomini di News Corporation, che, forti del successo ottenuto in questi anni, puntano forte sull’HD e soprattutto contrattaccano laddove Rai e Mediaset sono in posizione di forza: ovvero nel digitale terrestre.
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Come molti sapranno, la notte tra il 19 e il 20 maggio si è avuto lo switch-over (cioè il passaggio anticipato di due canali nazionali alla trasmissione digitale terrestre) nel Piemonte occidentale, più precisamente nelle province di Torino, Cuneo e diversi altri paesi in provincia di Asti.
A spegnere il segnale analogico per prime sono state Rai Due e Rete 4, che pertanto non saranno più visibili tramite analogico ma soltanto per mezzo di apparecchi compatibili con il DTT, che siano essi decoder esterni o TV con sintonizzatore digitale integrato.
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l’avvento del digitale nel mondo televisivo non ha soltanto modificato le abitudini e le possibilità dei telespettatori, ma ha aperto scenari nuovi e per certi versi creato una seconda “rivoluzione copernicana” per quanto concerne gli assetti, consolidati da decenni, della televisione italiana.
Si è quindi scatenata quella che in molti hanno definito una vera e propria “guerra” tra i maggiori broadcaster del settore. Ed è proprio riguardo a questa diatriba, quotidianamente alimentata da voci più o meno attendibili sulle prossime mosse dei vari attori in gioco, che si gioca una delle partite più importanti: la questione del rinnovo del contratto relativo ai canali Raisat.
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