Tag Archives: riaa

Limewire potrebbe chiudere

La Record Industry Association of America ci prova. L’obiettivo dichiarato è far spegnere Limewire, di gran lunga il programma P2P più usato al mondo.

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Jammie Thomas-Rasset: ricorso contro la multa di 2 milioni di dollari

Non so se conoscete la storia. Jammie Thomas-Rasset è una signora del Minnesota che si è vista recapitare un’ammenda di 1,92 milioni di dollari per aver condiviso 24 canzoni tramite i circuiti di P2P. Ora la donna ha deciso di fare ricorso, e chiedere che il suo caso sia sottoposto a nuovo processo (PDF).

Il giudice l’aveva trovata colpevole di violazione volontaria e per questo le inflisse una multa tanto salata. Secondo i suoi avvocati, però, ci furono diverse irregolarità e la decisione del giudice è eccessiva.

Dopo aver saputo dell’appello, il portavoce della RIAA, Johnatan Lamy, riferendosi al fatto che la multa milionaria rappresenta l’esito di un secondo processo, ha detto:

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Chi la fa, l’aspetti: denunciata la RIAA

Che cosa sia e cosa faccia la RIAA è ormai noto a tutti: le sue azioni legali sono l’incubo degli utenti P2P americani, e i suoi metodi di indagine hanno suscitato molti dubbi fra gli osservatori più garantisti e attenti al diritto alla privacy.

Ebbene, forse questi dubbi verranno presto fugati, dal momento che Shahanda Moelle Moursy ha deciso di denunciare alla corte del North Carolina non solo la RIAA, ma anche Vivendi Universal, Warner Music, Sony BMG e Motown Records. Un gesto che TorrentFreak ha definito “da Davide contro Golia”, ma che potrebbe segnare davvero una svolta nella lotta fra i difensori del diritto d’autore e i sostenitori del file sharing libero e dell’anonimato in rete.

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Giudice statunitense disattende le aspettative della RIAA

Duro colpo del giudice James Jones alle pretese avanzate a titolo di risarcimento del danno dalla RIAA nel caso Daniel Dove.

Dove, amministratore del sito EliteTorrents era stato arrestato dall’FBI e condannato a diciotto mesi di reclusione, la Corte gli aveva inoltre comminato una multa di 20.000 dollari per aver violato innumerevoli volte il diritto d’autore.

Non contenti della pesante condanna, gli avvocati della RIAA hanno avanzato una richiesta risarcitoria calcolata in base al mancato acquisto provocato da ogni singola infrazione al copyright perpetrata sul sito di cui Dove era amministratore. Inutile dire che con un tale criterio la somma richiesta non poteva non essere elevatissima, 124.769 dollari riducibili a “soli” 47.000 $ nel caso in cui Daniel avesse dato la propria disponibilità a partecipare ad un progetto antipirateria promosso dalla suddetta associazione.

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Caso Tenenbaum: via libera al webcast

Importanti aggiornamenti per il caso Tenenbaum, di cui vi avevamo dato notizia pochissimi giorni fa. La singolare richiesta del Prof. Nesson è stata accolta dalla corte: il processo può essere trasmesso in diretta streaming via Internet.

Il giudice Nancy Gertner, non nuova a decisioni a favore degli sharer, ha stabilito che la messa in streaming del dibattimento risponde ad esigenze di educazione e deterrenza da comportamenti illeciti da parte degli utenti.

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Harvard: il processo Tenenbaum deve essere trasmesso in streaming

Qualche tempo fa uno studente, John Tenenbaum, ha scaricato alcune canzoni tramite KaZaA e per questo motivo deve sottoporsi ad un processo, dopo la denuncia da parte di RIIA. Il professore Charles Nesson, docente in legge presso l’Università di Harvard, ha deciso di supportare la causa di Tenenbaum attraverso una curiosa richiesta fatta alla corte: rendere accessibile il dibattimento su Internet in live streaming.

Secondo Nesson, RIIA si arroga il diritto di operare come una forza di polizia privata facendo uso di strategie fortemente anticostituzionali. Tenenbaum è stato accusato di aver effettuato questi download non tramite la connessione Internet del college, ma con il computer di casa, unicamente utilizzato dai propri genitori. Tuttavia il ragazzo si è visto negare la richiesta di poter aver accesso all’immagine copia del disco fisso del PC.

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RIIA e MPAA: nuove strategie anti P2P in arrivo

RIIA e MPAA, le associazioni americane che rispettivamente proteggono l’industria discografica e cinematografica, hanno annunciato nuove strategie di marketing e di distribuzione per far fronte alle perdite causate del P2P. L’obiettivo dichiarato è di elaborare un nuovo modello legale più appetibile rispetto al filesharing. Al progetto hanno aderito Vivendi Universal, Emi, Warner Bros, Sony, Hollywood Studios, NBC e Disney.

In una conferenza tenutasi a Los Angeles, la Motion Picture Association of America ha annunciato nuove politiche dei prezzi a partire dal primo dicembre:

A partire dal primo dicembre, i film rilasciati dai nostri membri su siti Internet accreditati costeranno 1.99 dollari per i vecchi film e 3.99 dollari per i nuovi.

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L’anti P2P costa ai college del Tennesse 13 milioni di dollari

Lo stato del Tennesse la scorsa settimana ha approvato una legge che obbliga i campus universitari a bloccare l’accesso alle risorse correlate al P2P. L’implementazione delle tecnologie necessarie per fermare il filesharing costerà ben 13 milioni di dollari.

Lo scorso febbraio la RIAA, il corrispondente americano della nostra SIAE, aveva scoperto che l’università del Tennesse era la quarta fonte di violazionionline del diritto d’autore e per questo aveva chiesto al governo locale misure ad hoc per contrastare il fenomeno. Richieste subito recepite dalla legge SB 3974 che impone l’obbligo alle università di bloccare l’accesso al filesharing.

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File sharing: la Duke University esige le prove dalla RIAA

La prestigiosa Università di Duke è scesa in campo per tutelare i propri iscritti dalle continue angherie commesse dalla RIAA.

Come è oramai risaputo, la Recording Industry Association of America, sta inviando migliaia di lettere d’avvertimento ai vari atenei statunitensi per informarli che gli studenti, attraverso i PC ubicati all’interno delle università, continuano a violare il diritto d’autore mediante la condivisione di file di varia natura sfruttando le Reti P2P.

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The Pirate Bay rimuove i tracker falsi e duplicati

La Baia ha iniziato un’operazione di eliminazione di una serie di tracker cattivi ovvero duplicati e di conseguenza poco utilizzati sui propri server.

Molti tracker inoltre svolgono azioni di monitoraggio per conto dell’antipirateria rappresentata da RIAA e da MPAA, e per tale ragione, The Pirate Bay sta compiendo una larga e incisiva azione di pulizia, utile per stanare “tracker spia”.

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