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L’Università di Santa Cruz si oppone alla RIAA

Accade spesso che la metodologia operativa adottata dalla RIAA abbia spaventato gli utenti intenzionati a violare il diritto d’autore.

Alcune istituzioni però, non sempre hanno fornito la propria collaborazione alla RIAA per contrastare il fenomeno.

Sembrerebbe che la Recording Industry Association of America abbia citato circa 17000 soggetti, rei di aver violato la legge che tutela il copyright.

Molte lettere sono state inviate dall’Associazione americana dei produttori discografici alle università statunitensi, poiché spesso la RIAA avrebbe individuato il l’IP del computer dal quale lo studente ha scaricato illegalmente file coperti dal diritto d’autore.

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Disoccupata trionfa sulla RIAA in tribunale

Jammie Thomas, trentenne disoccupata, ha vinto la sua causa in tribunale contro la RIAA.

La Thomas era stata condannata al pagamento di 222 mila dollari per violazione di copyright, ma adesso non dovrà sborsare nemmeno un centesimo.

È stata giudicata innocente dal giudice perché non ha distribuito i file nella rete peer to peer, bensì si è limitata a metterli a disposizione. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma non lo è: mettere a disposizione non è sinonimo di distribuire se non si può provare che qualcuno abbia davvero scaricato quel file.

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La RIAA si scaglia contro gli studenti universitari

La RIAA, ovvero l’ente che ingloba le Major musicali americane, ha intenzione di sferrare dei colpi decisivi agli sharer per combattere la pirateria.

Sono stati nuovamente presi di mira gli studenti universitari, ai quali, d’ora in avanti, verrà inviata una “lettera di conciliazione” (per aver violato il diritto d’autore) di un importo pari al doppio di quello attuale, sempre che l’utente abbia intenzione di “patteggiare” la pena.

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Il manager degli U2 contro gli ISP

Paul McGuinness, manager degli U2, alza la voce nei confronti degli Internet Service Provider. Ebbene egli afferma che per troppo tempo gli ISP hanno approfittato della situazione che vede coinvolti artisti e condivisori di opere.

McGuinness allude al fatto che gli ISP non hanno fatto niente per arginare il fenomeno del file sharing (che di certo sfavorisce gli artisti), bensì hanno approfittato della situazione e sono riusciti a far stipulare la maggior parte dei contratti, proprio grazie a questo fatto: sono molti infatti gli utenti che decidono di stipulare un contratto di connettività ADSL proprio per condividere e scaricare file di ogni genere.

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Allofmp3:la RIAA ci rinuncia

La RIAA ha ritirato le accuse contro Allofmp3, contro cui aveva fatto scaturire una causa legale, affermando di aver agito in questo modo perché il sito è ormai sparito dal Web e non più attivo. Ricordo che Allofmp3 permetteva di scaricare brani musicali al prezzo di soli 10 centesimi di euro.

Se provate ad andare sul sito in questione vedrete che si è trasformato in una sorta di notiziario sulle vicende legate al copyright.

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La RIAA lancia un nuovo controllo per i CD

La RIAA, in accordo con le 4 major discografiche (Warner Music, EMI, Vivendi Universal e Sony BMG), ha deciso, quasi un mese fa, di abbandonare parzialmente il supporto al DRM per concentrarsi su una nuova tecnologia “anti pirateria” che sembra ancora più sconvolgente.

La nuova tecnologia che cercheranno di implementare, e che sostituirà il Digital Restrictions Management, utilizzerà un supporto al quanto originale: un CD biometrico.

Questo BioCD verrà utilizzato insieme alla tecnologia sviluppata dalla The Amergence Group, conosciuta anche con il nome “SunnComm International”, permetterà di inserire dei recettori per le impronte digitali proprio al centro del CD.

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RIAA bucata dai cracker

Il sito della RIAA, la nota major delle case discografiche, sta tornando operativo dopo un attacco subito da un gruppo di cracker. Il sito è da tempo oggetto di attacchi, ma questa volta l’attacco è avvenuto con azzeramento del database.

La notizia è stata data da Torrentfreak e dal sito Reddit è possibile ricostruire la sequenza degli avvenimenti.

Secondo una prima ipotesi, il sito RIAA sarebbe stato oscurato in alcune sezioni per poterle ripristinare dopo gli attacchi, mentre secondo altri sul sito Reddit sarebbe stato scritto un post in cui si spiegava come appesantire il server di RIAA attaccandolo e che, quindi, un gruppo ne avrebbe approfittato per azzerare il database.

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