C’è chi combatte aspramente per ridurre la piaga del P2P e c’è chi invece lo ritiene inoffensivo se non addirittura legale. Dopo il caso delle autorità giudiziarie svizzere che hanno di fatto dato il via libera al P2P, adesso arriva una nuova sentenza sul file sharing che farà sicuramente discutere. Il caso arriva questa volta dalla Spagna, dove un giudice ha dato ragione a Pablo Soto, uno sviluppatore spagnolo, citato in giudizio dalle grandi Major come EMI, Sony, Warner e Universal, con l’accusa di aver creato Blubster, Piolet e Manolito che altro non sono che programmi per il P2P con cui gli utenti possono cercare, scaricare e condividere file che potenzialmente possono ledere i diritti d’autore.
Ma il giudice spagnolo con una sentenza senza precedenti ha definito i software per il P2P come neutrali e che dunque non possono essere considerati i responsabili delle condotte illecite degli utenti.
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Nel 2005, sotto pressione della Egeda, la polizia spagnola aveva arrestato i gestori del sito CVCDGO. Si trattava di un portale che permetteva la condivisione tramite P2P di film e DVD, certamente scavalcando la proprietà intellettuale, ma facendo ciò senza fini di lucro, o per lo meno non guadagnando nulla direttamente dall’infrazione del copyright.
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Tag: cvcdgo, file sharing, spagna
Da qualche anno, per tutti i patiti dello sport, il sito Rojadirecta è diventato un’istituzione indispensabile. Chiunque non abbia contratti TV per la visione di una partita o un evento sportivo, troverà lì il link per potersi godere lo spettacolo in streaming, in barba a SKY, Mediaset, Rai e le altre.
I link messi a disposizione variano da semplice streaming in flash, a veri sistemi ibridi streaming-P2P come Sopcast, in questi casi è comunque necessario installare un programma specifico. La qualità del video è in ogni caso di solito peggiore di quella di YouTube, senza, per altro, che la cosa scoraggi nessuno dei numerosissimi utenti.
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Continua la lunga odissea della Spagna nel tentativo di giungere a una legge sul copyright e sulla pirateria online “equilibrata”. Non bastavano le critiche alla nuova proposta del governo che dalla società civile cominciano a fioccare, ma le stesse lobby dello spettacolo hanno iniziato ad alzare il tiro.
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Tag: hollywood, michael lynton, spagna
Colpo di scena in Spagna. Forte delle nuove leggi, la SGAE (Sociedad General de Autores y Editores) aveva chiesto la chiusura di numerose realtà P2P. Infatti, il paese iberico è stato per anni un porto franco per server, tracker e siti grazie a leggi permissive e tolleranti, almeno fino alla decisione del governo di cedere alle pressioni dell’industria dello spettacolo. Nonostante le attese della SGAE, però, un giudice ha appena confermato che il filesharing, senza fine di lucro, è perfettamente legale.
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Tag: filesharing legale, sgae, spagna
Avevamo già parlato della situazione spagnola e dell’incombente dottrina Zapatero. Da poco è giunta la notizia che la legge è stata approvata: anche in Spagna sarà possibile chiudere un sito che offra, fra i suoi link, la possibilità di accedere tramite sistemi P2P a file protetti da diritto d’autore.
La polemica però non si è placata. Subito dopo la decisione del governo spagnolo, gli attivisti della rete non hanno mancato di far sentire la loro voce.
Ancora una volta, l’accusa è quella di mettere il rispetto del copyright al di sopra di quello dei diritti dei cittadini.
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Tag: dottrina zapatero, siti p2p, spagna
Nuove regole anti P2P anche in Spagna, dove il governo ha presentato una proposta di legge che permetterà alle autorità di richiedere agli ISP i dati sugli utenti sospettati di praticare filesharing illegale.
Nonostante i toni enfatici ed eccessivi di alcuni allarmi, però, non si tratta della temuta dottrina Sarkozy.
Il monitoraggio, infatti, resterà compito delle autorità giudiziarie e non si prevede la creazione di organismi legalmente discutibili che possano bypassarne il normale iter.
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La legalità o meno dei link a file torrent, grazie ai quali si possono scaricare illegalmente opere protette da diritto d’autore, è un tema molto ricorrente nel diritto dell’informatica, con diverse soluzioni dipendenti principalmente dalla legislazione del Paese che ospita il sito di volta in volta oggetto delle attenzioni della magistratura o delle major.
Il link torrent permette di scaricare un piccolissimo file, quest’ultimo contiene informazioni codificate che descrivono i file da prelevare e/o da trasferire, inoltre il file contiene l’indirizzo di un server utilizzato per localizzare le sorgenti che posseggono i contenuti richiesti.
Insomma, il file torrent non contiene opere protette da copyright ma è indubbio che grazie ai link e ai relativi file si ha accesso, com’è noto, ad una quantità sterminata di film, musica, videogames e altro ancora, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta però di materiale “pirata” cioè violante la normativa sul diritto d’autore.
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Circa due mesi fa, un tribunale spagnolo ha sentenziato la legalità dell’indicizzazione del sito Sharemula il che significa che il link ai file torrent presenti nel sito, non corrisponde a violazione del diritto d’autore ed è consentito dalla legge secondo l’autorità giudiziaria spagnola.
Lo scorso mese di Settembre infatti, il tribunale di Madrid ha decretato che non è reato fornire il link a materiale protetto da copyright (non è reato fornire l’indirizzo del file torrent ma è reato effettuarne il download), pertanto, il sito Sharemula.com che offre agli utenti i link diretti di film, musica e quant’altro è legale e gli utenti che vi si connettono non commettono alcuna violazione del diritto d’autore.
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Un Tribunale spagnolo ha finalmente sancito la “legalità” del sito Sharemula.com, più volte finito nell’occhio del ciclone perché accusato di violazione del diritto d’autore.
Il sito infatti, contiene i link per il download attraverso le reti P2P di file protetti da copyright, ma, attraverso una sentenza, il tribunale di Madrid ha stabilito la legalità del portale non venendosi a configurare alcun disegno criminoso.
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