Assoprovider, la nota associazione che rappresenta i provider indipendenti, si dice “fermamente contraria ad una eventuale fusione tra Telecom e Telefonica“. Come si può leggere infatti nel loro comunicato stampa, un’eventuale fusione “stravolgerebbe il già precario stato delle TLC italiane”.
La paura è infatti che in assenza di regole precise, il mercato IT italiano rimanga prigioniero di questa fusione e Assoprovider invita con urgenza a ragionare su regolamenti che rendano il mercato davvero libero ed efficente. Invito ovviamente rivolto al Governo, che dovrebbe agire con urgenza in questa direzione.
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Poco tempo fa, avevamo riportato alcuni rumor che davano come imminente la fusione tra Telecom Italia e Telefonica. Un’ipotesi tuttavia tutt’altro che remota, se ne parlava infatti da molto tempo, tant’è che i sindacati si erano subito allarmati per verificare eventuali ipotesi di licenziamenti di massa.
La situazione allo stato attuale è invece molto fluida, perchè alla vigilia della presentazione del bilancio e del piano industriale di Telecom (25-26 febbraio), nuove voci metterebbero un freno alla possibile fusione; anzi questa ipotesi sembrerebbe essere stata decisamente accantonata, almeno per il momento.
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Sono rimbalzate dal Sudamerica, precisamente dal Brasile tramite il giornale O Globo, le voci che danno per imminente l’accordo per la fusione tra Telecom Italia e Telefonica.
Le nuove indiscrezioni seguono quelle di qualche tempo fa in cui si era diffusa la voce che il governo italiano avesse dato il suo benestare alla fusione, voci subito smentite da Palazzo Chigi ma che avevano lasciato la sensazione che il discorso fosse comunque aperto e soprattutto ben avviato.
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Si fanno sempre più intense le voci che vorrebbero Telecom Italia, il principale provider delle telecomunicazioni italiano, in procinto di effettuare una fusione con l’operatore spagnolo Telefonica.
Stando alle indiscrezioni diffuse oggi da alcuni giornali, il via libera all’unione dei due provider, già peraltro legati tramite Telco, di cui Telefonica controlla una quota non maggioritaria, sarebbe arrivato anche dal Governo, che avrebbe dato il suo benestare a patto che vengano rispettate alcune condizioni come, prima fra tutte, quella che vede il controllo della rete rimanere in mani italiane, un aspetto già ribadito più volte nei mesi passati e su cui, a quanto pare, l’attuale maggioranza non sembra voler rinunciare.
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La questione del ruolo in Telco (la holding che controlla Telecom Italia) del provider delle telecomunicazioni spagnolo Telefonica resta sempre attuale.
La compagnia spagnola detiene infatti il 42,3 dell’azionariato della holding italiana, una partecipazione consistente che è diventata nuovamente d’attualità riguardo i presunti “conflitti” che potrebbero esserci tra l’attività di Telefonica e di Telecom Italia, legate a doppio filo ma concorrenti dirette sul mercato.
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Sembrerà strano, e non è uno scherzo, secondo la “Comision del Mercado de las Telecomunicaciones (CMT)” Spagnola il costo dell’ADSL per i clienti di Telefonica, ex monopolista in Spagna, è al di sopra della della media dei grandi operatori ex monopolisti europei (Deutsche Telekom, France Telecom, Telecom Italia, Bt, KPN, etc) per tutte le velocità.
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Alice Home Tv, l’IPTV di Telecom Italia, ha deciso di lasciare la piattaforma Microsoft per dirigersi verso la tecnologia di Telefonica AlcaLu’s MiView TV. Nonostante questo la società di Redmond mantiene l’accordo con TIM.
Le cause del cambiamento sembrano essere state principalmente due: la presenza di Telefonica e il continuo allungarsi dei tempi di attesi. La migrazione a Microsoft è stata posticipata sempre di più fino al definitivo stop arrivato con l’entrata della compagnia spagnola nell’amministrazione della società.
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Tanto per cambiare, gli utenti hanno vinto ancora una volta contro le case discografiche. È successo in Spagna, dove Telefonica, la più grande compagnia telefonica del paese, si contrapponeva a Promusicae, la SIAE spagnola.
Promusicae è entrata in contrasto con Telefonica che, come importanza, si può equiparare alla nostra Telecom. La compagnia telefonica, evidentemente molto informata sulle leggi europee, si è rifiutata di dare i nominativi di coloro che scaricavano da Internet file protetti da diritti d’autore.
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E alla fine dopo mesi di litigi e colpi di scena arriva la nuova Telecom.
Tronchetti Provera e la Pirelli hanno accettato l’offerta della cordata guidata da Telefonica, la “Telecom Spagnola”.
Dunque Olimpia (che controllava direttamente Telecom Italia) viene ceduta e cambierà nome (si chiamerà “Telco”.
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