Più volte abbiamo parlato di Qtrax, il famoso servizio gratuito di P2P legale basato sull’advertising. Annunciato in pompa magna la scorsa primavera, Qtrax non è mai realmente decollato a causa delle inizali resistenze da parte delle case discografiche. Dopo aver conquistato Emi e Universal, la società americana è riuscita a stringere accordi per la distribuzione delle opere Sony sul proprio sistema di filesharing.
Sony ha concesso unicamente il proprio catalogo digitale, ovvero lo stesso utilizzato da servizi quali iTunes, tuttavia la lista degli album disponibili risulta essere decisamente ampia. Non si escludono però futuri accordi per la distribuzione di materiale raro, registrazioni live e contenuti promozionali in quanto Qtrax è intenzionata a differenziare e a rendere più appetibile la propria offerta rispetto agli altri competitors legali.
Qtrax attualmente funziona a pieno regime unicamente per gli utenti statunitensi. Per gli utenti italiani è possibile la registrazione al servizio, ma i contenuti disponibili sono di scarsissimo interesse, questo perché la società non ha ancora avuto il benestare dalle associazioni locali di protezione del copyright.
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Qualche giorno fa vi avevamo parlato di iiNet, il provider australiano che ha deciso di guidare la protesta degli ISP contro i filtri sulle connessioni. Le principali major Hollywoodiane non hanno gradito la provocazione del fornitore di servizi e hanno quindi deciso di citarlo in giudizio.
Sette delle maggiori case di produzione tra cui spiccano Paramount, Sony, Twentieth Century Fox, Universal, Warner Bros e la Disney si sono riunite per creare un unico team che obblighi iiNet a provvedere all’implementazione dei filtri sul P2P previsti per legge.
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Dopo essersi proclamati sostenitori della diffusione delle opere dell’ingegno, effettuando quella che sembra essere una delle più grandi conversioni avvenute di recente nel mondo musicale, i Metallica adesso si ritrovano di nuovo accostati ad una vicenda che tira in ballo il peer to peer.
Un tal Jonn Jeppsson, come riporta Torrentfreak, avrebbe recensito per il quotidiano svedese Sydsvenskan una versione anomala dell’album Death Magnetic contenente le stesse canzoni dell’originale, ma accorciate.
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