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L’FBI arrestra 14 membri del gruppo di hacker Anonymous

La lotta contro il cyber crimine si fa sempre più serrata soprattutto dopo i pesanti attacchi degli ultimi mesi. Proprio ieri, l’FBI ha annunciato di aver condotto con successo una vasta operazione tra New York, California, New Jersey e Florida che ha portato all’arresto di 14 cittadini di nazionalità statunitense. Secondo l’FBI queste persone farebbero tutte parte del noto gruppo di hacker Anonymous. L’FBI avrebbe inoltre sequestrato computer e svariato materiale informatico che verrà prontamente analizzato.

In particolare le persone arrestate in quest’operazione dell’FBI sarebbero collegate a recenti attacchi DDoS sul territorio americano. Cosa succederà ora al gruppo di pirati informatici Anonymous?

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USA, nuove misure di repressione contro la pirateria online

Mentre in Italia si discute ancora sulla delibera del Copyright proposta dall’AGCOM, in America si procede verso una strada diversa ma simile per colpire la pirateria online. Grazie a un’intesa tra i maggiori provider e le case discografiche sarà da oggi possibile punire concretamente tutti coloro che verranno sorpresi a condividere materiale protetto da copyright. Questo accordo prevede che un organo terzo, non ancora ben specificato, dovrà tenere sotto controllo i network P2P, rilevare gli illeciti e consegnare gli indirizzi IP sospettati di azioni illecite ai rispettivi provider americani.

Chi a questo punto si aspetta sanzioni pesanti si sbaglia, perché le azioni di repressione saranno decisamente soft anche se fastidiose. Chi verrà sorpreso a condividere materiale coperto da copyright riceverà una sorta di cartellino giallo con l’invito a non condividere più materiale protetto da diritto d’autore.

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Allarme FTC: dati sensibili e finanziari diffusi via P2P

L’uso di sistemi P2P è da sempre fonte di gioie e dolori per gli utenti alla prime armi. È noto infatti che, oltre ad aprire le porte ad un mondo di file condivisibili, apra anche le porte del nostro computer a malware e intrusioni estranee non gradite. Per utenti mediamente esperti, non c’è vero pericolo, ma per “utonti”, come si dice in gergo, o semplicemente per i distratti, può rivelarsi un disastro. Se poi, come accade sempre più spesso, il computer utilizzato è quello di un’azienda, un ente pubblico o militare il disastro si fa generale.

Era successo tempo fa di documenti del congresso USA circolanti tranquillamente via Limewire. Oggi l’allarme arriva dalle scuole americane.

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Pirateria: l’Italia nella Watch-List delle industrie americane

Un consorzio di industrie americane interessate alla tutela del diritto d’autore ha stilato anche per quest’anno la sua Watch-List in tema di pirateria, cioè una lista di Paesi in cui la situazione è più critica.

La USTR, questo il nome del raggruppamento delle industrie, ha inserito l’Italia tra i primi 48 Paesi da “tenere d’occhio”, ma per fortuna non in prima fascia.

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Banda larga per tutti? Yes… we can, Obama ci crede

È risaputo che il nuovo presidente degli Stati Uniti ha molto a cuore le problematiche tecnologiche: d’altronde da parte di un candidato che acquista spazi per la pubblicità elettorale sui videogiochi potevamo aspettarcelo.

Obama, da sempre grande fan della tecnologia, è sempre stato vicino in particolare alla problematica del digital divide avendo già redatto da un anno un documento sull’argomento.

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Skype bloccato in molte aziende degli States

Anche se la diffusione del VoIP negli USA è decisamente più capillare di quanto non lo sia da noi, sempre più aziende decidono di impedire l’installazione e il funzionamento di Skype sui computer dei loro dipendenti. Skype, rispetto agli abbonamenti telefonici tradizionali, sicuramente consente dei risparmi notevoli, ma questo non basta alle aziende in questione a consentirne l’uso ai dipendenti.

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La Web TV degli scioperi

Da vnunet.it arriva una notizia alquanto curiosa. Sul Web è nata Strike TV, la Web TV degli scioperi.

Strike TV è realizzata dagli sceneggiatori e autori delle più famose produzioni holliwoodiane, da mesi in sciopero per rivendicare maggiore dignità professionale e un miglior trattamento economico.

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USA: vittoria per la MPAA, 10 anni di carcere a un condivisore

Negli Stati Uniti la MPAA ha ottenuto un’importante vittoria: un giovane di 26 anni, Daniel Dove, è stato infatti condannato a ben 10 anni di reclusione. Dove amministrava il sito EliteTorrents.com, chiuso nel 2005 e all’epoca uno dei più visitati siti di Torrent.

Secondo il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, Dove non solo gestiva il sito, ma anche un gruppo di utenti conosciuti come gli “Uploaders”. Essi erano dotati di connessioni veloci a Internet, che venivano utilizzate per condividere materiale protetto da copyright in modo rapido ed efficace. Il condannato gestiva anche un server al quale il suddetto gruppo si collegava per scaricare film, brani musicali e software che venivano poi messi a disposizione degli utenti del sito.

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VoIP: successo in USA

Il VoIP negli Stati Uniti decolla e non risente di crisi economiche o concorrenza.
Secondo una ricerca condotta dalla TeleGeography i normali gestori di telefonia fissa sono in costante calo di utili a causa della diffusione del VoIP.

I dati sembrano parlare chiaro.
I gestori AT&T, Verizon e Qwest hanno perso qualcosa come 17,3 milioni di utenti residenziali.
Dal canto loro invece i service Provider VoIP hanno visto aumentare i loro clienti di circa 14,5 milioni di utenti.

Se si fa un confronto si può notare come un’ampia fetta di utenti sia passata dalla telefonia tradizionale alla più economica linea VoIP.
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USA: VoIP utilizzato per instradare le chiamate della rete nazionale

Sarà per la vastità del territorio, sarà per il numero di utenze, ma l’instradamento delle chiamate della rete nazionale negli USA (cioè la creazione della connessione fra numero chiamante e numero chiamato) non viene fatto per via analogica, ma sfruttando la banda larga con l’utilizzo del protocollo VoIP.
Questa situazione può sembrare abbastanza strana, ma facendo un paio di conti del rapporto utenze/km soprattutto per quel che riguarda i grossi centri abitati (metropoli quali New York, Chicago, Los Angeles, etc) si può facilmente capire come la classica linea telefonica collasserebbe sotto l’immane portata di dati transitanti nell’unità di tempo. Tentiamo di capire quali sarebbero i vantaggi di una simile applicazione in ambito della rete fissa (pubblica e non) in Italia.
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