Circa 3 anni fa, Viacom, importante network televisivo, aveva denunciato YouTube per aver permesso per circa 24 ore la visualizzazione sul suo portale di video tratti da alcune trasmissioni coperte da coyright. Il tutto condito da una richiesta di risarcimento danni di circa 1 miliardo di dollari.
Tre anni di dibattimento che sembravano doversi concludere con la vittoria di Viacom soprattutto da quando erano emersi agli atti alcune lettere che testimoniavano che Yotube sapeva della presenza sul suo portale di video pirata, ma che ne era comunque contenta visto che attiravano visite.
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Micheal Fricklas, l’avvocato di punta del gruppo Viacom, in una recente conferenza all’Università di Yale, ha spiegato quanto sia difficile citare in giudizio gli utenti del P2P. L’affermazione è sicuramente sorprendente, considerando che proprio Fricklas è la mente dietro alla richiesta danni di 1 miliardo di dollari intentata da Viacom a YouTube.
L’avvocato, tuttavia, sottolinea come l’industria discografica spesso adotti un approccio troppo duro nei confronti degli utenti, dimenticando il rispetto che dovrebbe essere riconosciuto ai consumatori. Fricklas, inoltre, si dichiara un fiero sostenitore del fair use e un osservatore attento delle innovazioni che nascono proprio grazie alla rete Internet.
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Tag: fair use, michael fricklas, viacom
Novità in arrivo nella piattaforma pay di Sky Italia. Ad aggiungersi alla già ricca offerta televisiva della pay TV italiana, disponibile anche tramite le piattaforme IPTV di Alice home TV e di Fastweb TV, sarà il nuovo canale Nick Jr.
Il canale avrà come punto di riferimento la fascia di pubblico “kids”, cioè quella composta dai bambini più piccoli, sarà prodotto dal gruppo americano dei media Viacom e prenderà “spunto” da Nickelodeon, che si può definire il “fratello maggiore” del nuovo arrivato, presente anch’ esso su Sky.
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Sarà forse una mossa dovuta alla crisi o più semplicemente alla voglia di “valorizzare” al massimo i propri contenuti (con l’obiettivo di massimizzare i ricavi ottenuti dalla loro distribuzione), fatto sta che Viacom pare aver cambiato strategia per quanto riguarda la distribuzione via Web dei video di sua produzione e di cui detiene i diritti.
Come ben spiegato da Webnews, il “colosso” Americano dell’intrattenimento ha difatti deciso di apportare delle modifiche alle API di MTV, cioè a quelle “applicazioni” che regolano l’implementazione dei contenuti video del gruppo, con l’obiettivo di togliere la possibilità di “embeddare” (cioè di incorporare) i filmati di sua proprietà su altri siti esterni a quello ufficiale di MTV.com, cioè il canale video cui appartengono i contenuti più richiesti dagli utenti.
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Tag: viacom
Pando Networks, in collaborazione con l’università di Yale e i provider Viacom e Comcast, da diverso tempo sta sperimentando un nuovo protocollo di sharing in grado di sfruttare meno banda e ottenere velocità maggiori di trasferimento.
Il sistema P4P, futuro successore del P2P, gestisce in modo intelligente gli scambi fra gli utenti: favorisce lo scambio fra utenti spazialmente vicini e separati da minori hop e organizza i trasferimenti unicamente fra utenti dello stesso operatore.
Da pochi giorni sono finalmente disponibili i primi risultati della sperimentazione che Pando Networks ha condotto durante la scorsa estate. I test sono stati condotti su rete Comcast avvalendosi di server iTracker: un file video di 21 Mb è stato scambiato con una velocità del 57% maggiore rispetto al protocollo P2P, con picchi dell’85%.
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LimeWire metterà in vendita attraverso il suo servizio di filesharing 60 album di Comedy Central Records: nasce così una nuova partnership che potrebbe porre le basi per rapporti di collaborazione con le major.
Da diverso tempo LimeWire sta lavorando ad un progetto di distribuzione a pagamento di contenuti audiovisivi che si avvalga della rete P2P. In particolare, l’azienda si sta focalizzando su un sistema di “revenue sharing” sugli introiti pubblicitari: le case discografiche otterranno una percentuale di questi guadagni permettendo all’utente il download gratuito di file multimediali. Un sistema che ricorda l’esperimento di Qtrax che, ad onor del vero, stenta a decollare a causa della diffidenza delle major riguardo a questi nuovi modelli di distribuzione.
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Le Major hollywoodiane sono state sempre molto gelose dei diritti cinematografici. A differenza del settore musicale, l’industria del cinema è ancora in mano a “poche” case che “monopolizzano” il mercato.
Se si esclude iTunes, e pochi altri siti di vendita online, gli accordi relativi al mercato dei video sembrano ancora essere ancorati ad una visione pre-digitale.
Del resto, le opportunità per gli utenti della rete non mancano, basti pensare a Youtube oppure ai noti software P2P.
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Tag: copyright, itunes, major, paramount, viacom